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5 maggio 2014

Le bugie sull'abusivo veterinario. A favore di chi?

Clamorosa smentita delle affermazioni ANMVI per cui l'abusivo veterinario avrebbe lavorato "nel retrobottega" di un negozio di animali. Lo dimostra la foto streetview dell'ambulatorio.


Si vede in pieno il cartello "veterinario" e le croci azzurre sulla vetrina, peraltro fronte strada.

Altra bugia è che "non ne aveva idea il veterinario in servizio solo il lunedì". Dal sito internet dell'ambulatorio si vedono bene gli orari.


Tra l'altro le due affermazioni sono in contrasto tra di loro: se era un negozio il veterinario non poteva esserci in servizio, nemmeno "solo il lunedì", mancherebbe l'autorizzazione sanitaria.

Altre incongruenze: è stata avvisata l'azienda sanitaria. Ma perché, le ispezioni non le facevano? I controlli periodici nemmeno? Secondo me c'è una palese omissione di atti di ufficio. Trovi nell'ambulatorio "Mario Rossi" uno senza cartellino esposto e non gli chiedi "ma chi è lei"? O forse l'abusivo sapeva quando avvenivano le ispezioni? Domande senza risposta.

Secondo me la questione è chiara, c'è un favoreggiamento di abusivo, punito dalla legge con un anno di sospensione. (art.8 175/92).
E poi, evasione contributiva, oltre che fiscale. ENPAV non farà niente?

Ma sono già scesi in campo gli ascari a difendere l'indifendibile. Non ne so il motivo, anche se sento odore di futuro insabbiamento. Perché? Amico di qualcuno? O che altro? E la FNOVI, l'Ordine, non controlla palesi balle come quelle che io ho scovato in cinque minuti??
Peraltro, già una recensione su yelp nel 2012 sollevava dei dubbi.

Mi pare ci siano molte stranezze. O no?

6 maggio 2013

ENPAV: le riforme che vorremmo.

Prima di parlare della Cassa previdenziale dei veterinari, una piccola nota tecnica.

La Dottoressa Giovanna Lamarca, direttore generale ENPAV, si è sentita diffamata da un mio articolo del giugno scorso e ha presentato per questo una querela nei miei confronti. Il giudice in prima istanza ha ritenuto che non ci fossero gli estremi, ritenendo pacata e legittima la mia argomentazione, disponendo quindi l'archiviazione della querela. La Dottoressa Lamarca si è opposta a questa archiviazione e nuovamente il giudice ha ritenuto che non ci fosse alcun carattere diffamatorio o offensivo nel mio articolo, che esprimeva la mia opinione per cui la dottoressa non avesse "uno spessore tecnico adeguato ai tempi travagliati che stiamo vivendo".


Pur avendo nuovamente e definitivamente quindi disposto l'archiviazione, vorrei affermare che, se comunque la Dottoressa Lamarca si è sentita offesa o in qualche modo ferita dalle mie parole, me ne scuso pubblicamente, anche se la giustizia ha stabilito che non c'è niente di cui scusarsi.

Non fa niente, non è nel mio stile, non è nello stile di questo blog, ferire o offendere mai qualcuno. Penso di non aver mai fatto questo, ma se una sensibilità magari maggiore anche del comune, venisse offesa dalle mie parole, me ne dispiacerebbe e ribadisco che presento le mie scuse per un'evenienza simile.

Ho telefonato alla Dottoressa e abbiamo anche avuto un cordiale colloquio dove ci siamo spiegati e ho presentato le mie scuse personali.

Sono del tutto sincero: la mia impressione è che la richiesta sia stata impostata un po' come "voler mostrare i muscoli" da parte della dirigenza ENPAV, un voler in qualche modo "intimorire" una voce di critica che io non ho mai nascosto. Può darsi che sia unicamente una mia impressione, confortata dal fatto che spesso l'Ente ha scelto la via giuridica contro le critiche. Se questo fosse lo spirito dell'azione, penso che alla fine avrebbe un ritorno pure negativo, non per me ma per l'Ente stesso. La Dottoressa Lamarca mi ha ribadito il fatto a titolo personale, e quindi lo accetto tranquillamente.

Io ritengo che nella sonnacchiosa classe dei professionisti italiani la critica vera, forte, sia totalmente mancante e che questo abbia dei notevoli riflessi negativi su tutta la vita professionale.  Come ha stabilito anche il Giudice, è pienamente legittimo che la critica abbia toni anche aspri (se non li ha, che critica è?) e prometto che qui la critica non mancherà mai (e purtroppo, anche il materiale da criticare non manca mai..)

Archiviato questo argomento, vorrei anche precisare meglio le mie critiche all'ENPAV, sempre sperando che servano a migliorare il triste orizzonte che si prospetta per la previdenza professionale. Ritengo che sia dovere di tutti in questo momento per evitare la catastrofe che incombe sulle pensioni degli italiani, ma soprattutto in questo caso dei professionisti e ancor più dei veterinari. 


Qual è lo spessore che io vorrei vedere dal mio Ente previdenziale? Io ritengo che un investitore forte come una cassa che muove milioni di euro come fossero noccioline debba muoversi a livello non solo italiano ma addirittura mondiale. 

Non siamo parlando di un poveretto che deve investire qualche migliaio di euro, ma di enormi potenze finanziarie che possono muovere denaro con grande facilità: se la crisi colpisce l'Europa non è un problema investire in altri continenti, se la crisi investe un settore dovrebbe esserci una competenza così alta da diversificare sia geograficamente che finanziariamente.

Questo spessore io attualmente non lo vedo. Non vedo soprattutto la trasparenza che dovrebbe necessariamente accompagnarsi a investimenti di questo genere, che non possono essere affrontati come la spesa al supermercato, ma devono essere fortemente rispettosi degli iscritti che investono i loro soldi in ENPAV.

Da dove iniziare? L'atmosfera adesso nella Cassa non pare essere così serena. Per quel che si sa, i rapporti tra la FNOVI e la Cassa sono estremamente tesi e non saprei precisarne meglio le motivazioni di fondo. 

viene negato il diritto fondamentale dei professionisti 
a conoscere quanto rendono i propri soldi
investiti nella Cassa. 
Perchè? Cosa ci viene nascosto??

Ci saremmo attesi dal ricambio elettorale alcuni passi fondamentali. Il primo, da me più volte richiesto, è che venga pubblicato annualmente il tasso di interesse globale dei soldi investiti in ENPAV. Senza questo dato non è possibile ragionare di alcunché.

Inizio quindi con questo post una serie di richieste, di domande a ENPAV. Fino ad adesso l'Ente non ha mostrato di volersi aprire alla trasparenza (quando ho chiesto quanto fosse costato il famoso banchetto all'assemblea dell'Ordine di Milano, malgrado sul giornale di categoria ci si lanciasse in proclami di trasparenza, ho ottenuto una risposta negativa).

La prima domanda è quindi: quanto rendono al netto di tutto i soldi investiti dagli iscritti? Ovviamente il dato è calcolabile dal bilancio ma francamente non sono un analista, e inoltre penso che questo tasso dovrebbe essere noto essenzialmente ai revisori dei conti, oltre che a tutto il CdA. La domanda non è nemmeno inutile. Anche ammettendo che i tempi attuali siano difficili, ci si domanda perché un iscritto dovrebbe pagare profumatamente amministratori e dirigenti per ottenere un ritorno che chiunque potrebbe ottenere facilmente semplicemente investendo nella propria banca.

Ancora recentemente su Italia Oggi è stato scritto un forte monito alle Casse ad d unirsi, realizzare economie di scala e a porre attenzione agli investimenti.

Avremo qualche risposta?
Tra l'altro, il nuovo Ministro del Lavoro è Enrico Giovannini, ex Presidente ISTAT, definito da Italia Oggi "non proprio amico delle Casse dei professionisti", sotto la cui guida l'ISTAT riaffermò davanti al Consiglio di Stato la natura pubblicistica di questi Enti (il famoso elenco ISTAT), e i conseguenti limiti nella gestione.

11 novembre 2012

Le case del popolo. Quelle dei professionisti? Gli Stalin italiani.

professionisti al lavoro nel kolkhoz
Ci risiamo. Era già circolata altre volte l'ipotesi di giocare con i soldi dei professionisti e ora ritorna. A quanto pubblica Il Sole 24ore di oggi il Ministro alla cooperazione internazionale Riccardi starebbe approntando un piano per cui l'inquilino di una casa affittata da un Ente previdenziale PRIVATO (come l''ENPAV) potrebbe acquistarlo pagando una cifra pari a 150 volte il canone. In 12 anni e mezzo l'acquisto si ripaga, con una resa annua dell'8%.

Questo vuol dire che per un alloggio affittato a 500 euro al mese la spesa è di 75.000 euro, una bazzecola. Chiunque acquisterebbe l'alloggio a queste condizioni. E calcolando le tasse pagate nel corso degli anni, le spese, praticamente l'Ente ne ricaverebbe ben poco, per non dire niente.

Vorrei far notare due cose:
- che le case in questione non sono "dell'Ente", o meglio l'Ente le possiede per conto dei professionisti, che da questo investimento dovrebbero trarne un legittimo guadagno per avere poi una pensione decorosa. In questo caso si massacrano i professionisti a spese di generici inquilini (che poi molte volte non sono nemmeno dei poveri disgraziati, intendiamoci. Conosciamo lo scandalo di Affittopoli che ogni tanto ritorna). Chissenefrega se quegli immobili devono produrre utile, chissenefrega dei professionisti.

- la stessa cosa non avviene nei confronti di altri affittuari, ad esempio io affitto casa mia o un ambulatorio ed il suo prezzo di mercato è 150 volte la spesa mensile. Che si dia anche ai professionisti, per reciprocità, questa possibilità, no?

L'ADEPP contesta ovviamente la norma, affermando una riduzione del prezzo di mercato di circa il 50%, secondo me addirittura sottostimando l'impatto di una norma simile.

Queste sono proposte da URSS dei tempi andati. Tra un po' andremo nei kolkoz a lavorare o nei gulag quando diamo fastidio.

12 ottobre 2012

Sono tutti finocchi con il culo degli altri. Le casse Previdenziali chiamate ad acquistare BTP.

Milano e Finanza ha pubblicato un articolo qualche giorno fa intitolato "Grilli guarda alle Casse per sostenere il BTP", sostanzialmente dicendo che si guarda ai soldi delle Casse per far loro acquistare Buoni del Tesoro Poliennali". Il provvedimento sarebbe stato caldeggiato anche dalla Fondazione Astrid, guidata da Franco Bassanini e Giuliano Amato.

L'Onorevole Amato mi sembra peraltro l'uomo giusto per iniziative del genere, che ricordano il prelievo forzoso dai conti correnti di quando era Presidente del Consiglio.

Premesso che calcolando i rendimenti medi delle Casse i BTP non rappresentano una brutta scelta, (e già le Casse comprano BTP per scelta lautonoma) il meccanismo in sé fa ribrezzo: Io ti dico cosa devi comprare con i TUOI soldi, senza che peraltro ti dia niente in cambio.

Evidentemente la politica è decisa da altri, notare che l'ENPAV è presieduta da un politico, dall'Onorevole Mancuso. Si era sempre detto che "un politico muove le leve giuste". In realtà il nostro Presidente fa quello che farei io: scrive lettere di protesta. Ma allora a che serve la sua carica politica?

Non gliene faccio una colpa, comunque. E' una cosa secondo me più generale: i professionisti, e le loro Casse, non hanno saputo crearsi una rappresentanza politica e sociale negli anni, non hanno saputo esprimere il loro ruolo. Hanno eletto (nella politica) degli uomini (e donne) che poi appena eletti li hanno dimenticati, e hanno eletto (nelle loro istituzioni) figure di mezza tacca, solo buone a frequentare Roma per il cappuccino e il maritozzo. Non siamo stati rappresentati, siamo solo "le Casse", il salvadanaio.
Una misura come quella dell'acquisto BTP io la trangugerei anche, non è poi la peggiore, ma almeno accompagnata da misure a favore dei professionisti, che hanno pure i loro problemi.

Questo post dove avere come foto un culo peloso di un uomo, come estrema protesta di come siamo visti noi professionisti dalla politica. Mi sono fermato, ma la realtà è proprio questa. Ci devono chiedere solo più la fetta di culo, poi abbiamo dato tutto...

28 maggio 2012

I costi dei buffet ENPAV. Ho chiesto chiarimenti.

ENPAV organizza già da anni incontri presso diversi Ordini provinciali. Io ne ho già scritto parecchie volte, e francamente a me sembrano iniziative che si potrebbero tranquillamente risparmiare.A parte il fatto che più volte è scaturita l'impressione di un "turismo di rappresentanza" che da certamente adito a malumori e critiche, penso che il contatto con gli iscritti sia molto più economico se realizzato con metodiche che francamente al giorno d'oggi non mancano, certamente utilizzando Internet.
È per questo che faccio mia la critica di una Collega che mi ha scritto lamentandosi del fatto che all'ultimo incontro organizzato a Milano dall'ENPAV presso l'Ordine provinciale fosse stato approntato un buffet cospicuo a fronte della partecipazione di pochissimi scritti. Uno spreco di soldi di tutti, così lo definisce la Collega, che chiede a me chiarimenti. Ovviamente non li posso fornire io, ma questa non è la prima segnalazione di questo genere. Motivo per cui ho scritto all'ENPAV e quindi spero di poter fornire presto risposte.
Qui sotto il testo della lettera da me inviata. Una sola considerazione: perché le voci critiche non trovano sbocco in quella che dovrebbe essere la logica sede, il Delegato Provinciale?
Alla Collega io questo l'ho chiesto, e lei mi ha risposto (riscrivo in forma meno brusca) che  manca la fiducia nella posizione critica dei rappresentanti provinciali, che troppo spesso sembrano essere accondiscendenti e poco inclini a quello che dovrebbe essere invece il loro compito, una critica serrata. A volte anche spicciola.



Spett. ENPAV

All’attenzione del CdA

e p.c.

Presidente Collegio Sindacale

Dott. Giuseppe Miccio

On. Giorgio Jannone – Presidente Commissione di controllo Enti Gestori
Loro sedi

28/05/2012
Il sottoscritto, in qualità di iscritto all’Ente, richiede l'accesso agli atti riguardanti i costi sostenuti per i diversi servizi di buffet nonché per l’organizzazione (trasferte e spese correlate) degli incontri periferici dell’Ente con i Colleghi nelle diverse regioni italiane, con particolare riferimento all'ultimo organizzato (Milano).

Alcune notizie sembrano indicare una notevole sproporzione tra i costi diretti ed indiretti di tali incontri e i numeri della partecipazione degli iscritti, che peraltro potrebbero agevolmente essere contattati con altre modalità, più efficaci ed economiche. Volendo valutare tali notizie in prima persona, chiedo quindi di ricevere in forma elettronica (o via fax) tali documenti. Per un eventuale invio fisico vi prego di contattarmi.

Restando a disposizione per quant’altro e ringraziando per l’attenzione, porgo distinti saluti

19 dicembre 2011

Ehm....il Presidente Mancuso vota no alla manovra oppure è assente?

Per carità, va tutto bene, ma a me non convince molto il contrasto tra il roboante comunicato stampa del Presidente ENPAV, On. Gianni Mancuso e la conta degli assenti. Un conto è votare no, un conto è essere assente. E Mancuso era assente, non ha "votato no".

Sarà questione solo di forma, ma ha un irresistibile sapore di presa in giro. Tanto più che l'On. Mancuso sapeva da tempo che quel giorno sarebbe stato impegnato a Bolzano presso l'Ordine dei veterinari in quell'altra cosa che magari sarebbe il momento di rivedere, l'ENPAV itinerante. Che senso ha trovarsi di fronte a 30 veterinari, spostando ogni volta un carrozzone di persone?

Insomma, chiediamo un po' più di sobrietà anche nelle dichiarazioni. Tutti ne trarrebbero giovamento. Davvero. E molta trasparenza, senza giochetti.
Grazie.

14 luglio 2011

La casta, la manovra, l'ENPAV e gli Ordini Professionali. Tutti insieme maledettamente.

La reazione alla norma che abolirebbe gli Ordini (mai creduta da parte mia) coinvolge anche le Casse Previdenziali, tra cui l'ENPAV ed il suo Presidente, On. Gianni Mancuso.
Io la trovo una grande confusione di ruoli. Attualmente esiste un automatismo per cui ogni iscritto agli Ordini lo è anche alla propria cassa previdenziale. Un meccanismo comodo, che fa da "rete acchiappa pesci" per cui non c'è evasione.

Gli Ordini provinciali fanno quindi da ufficio segreteria dislocato per l'ENPAV, ma secondo me si potrebbe facilmente trovare un sistema sostitutivo.
Che il sistema ordinistico faccia le sue rivendicazioni, che l'Ente altrettanto. Confondere i ruoli fa veramente "casta", come giustamente il Corriere denuncia.

Immagino che Gianni Mancuso sia stato sottoposto a grandi pressioni, come è accaduto per gli avvocati onorevoli che hanno ricevuto una lettera perentoria da parte del Consiglio Nazionale Forense, ma sinceramente questo mi pare il modo peggiore di fare politica, guardando piccoli orticelli e non progettando il futuro.

Senza un grande cambiamento questo Paese non ce la potrà fare...

14 aprile 2011

Ospiti a casa dei veterinari. Solo che tecnicamente sono abusivi?

L'ENPAV ospita un seminario della signora Angela Stockdale, che si presenta come una specialista in aggressioni canine. Vedo che la signora Stockdale frequenta molto l'Italia.
Personalmente avrei qualche dubbio sull'opportunità di ospitare quella che secondo le linee guida della FNOVI mi pare in Italia sarebbe considerata un'abusiva nella casa dei veterinari, che comunque pagano le spese di casa.

Forse una forte presenza della politica, vedo la Presidente dell'ENPA, Carla Rocchi, in prima fila.

Io non l'avrei ospitato. Secondo me c'è modo e modo di fare le cose, e questo, fatto così, mi lascia un certo retrogusto fastidioso. Non penso che l'ENPA non si potesse permettere una sua sede decorosa.

6 aprile 2011

Aumento in vista per il contributo integrativo?

La notizia è che il Senato ha detto sì all'aumento del contributo integrativo, attualmente al 2%. In sostanza, sulle fatture, se la Camera confermerà il parere positivo, tale contributo potrà essere aumentato fino al 5%. Di per sé, non mi dispiace l'idea. Troppo spesso i veterinari pagano "loro" il contributo, e non il cliente. Al posto di farsi pagare 51 euro ne incassano 50 e ce lo rimettono loro. Magari per 2,5 se lo faranno pagare.

Ci sono comunque altri problemi. Come si farà per le ASL che hanno vinto il procedimento giudiziario e NON applicano il contributo integrativo? Aumenterà quest'area di diseguaglianza?

Mi pare che la proposta di destinare una parte cospicua, se non la totalità, del contributo integrativo ai montanti individuali sia l'unica possibilità, per evitare il vantaggio dei soliti furbi...

3 marzo 2011

Il Presidente ENPAV, Gianni Mancuso, ci risponde sulla questione delle poltrone multiple.

Molto gentilmente e puntualmente (il ritardo è stato tutta cosa mia, di cui mi scuso) il Collega e Presidente ENPAV, On. Gianni Mancuso, ci risponde sulla questione suscitata per le "poltrone multiple" dal Sole 24ore.
Commento, come da educazione, in coda.
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Roma, 25 febbraio 2011

Gentile Collega,
Le Casse dei professionisti sono spesso bersaglio di illazioni poco precise e fuorvianti.
Il tuo post del 25/2 nel tuo blog (veterinaria libera, liberale, liberalizzata) è un esempio di come notizie
basate sul nulla, ma diffuse dalla stampa nazionale come incredibili scoop possano generare confusione.
Al tempo della pubblicazione dell’articolo de Il Sole24Ore Plus (24 ottobre 2009) l’Enpav ne aveva
considerato il contenuto e aveva tempestivamente risposto con un comunicato stampa, inviato allo stesso
Sole 24 Ore, oltre che ai membri dei vari Organi dell’Ente.

Posto che  il Sole 24Ore non ha pubblicato il nostro comunicato (evidentemente meno interessante,
sebbene veritiero e chiarificatore, della notizia originaria, allusiva e tendenziosa), è da considerare che tutti
gli Organi Amministratori, inclusi i Delegati Provinciali, e tutti gli iscritti sono perfettamente a conoscenza
delle vicende delle società controllate dall’ENPAV. L’Ente, infatti, sebbene non obbligato da alcuna norma,
provvede a stilare un Bilancio  Consolidato che peraltro è disponibile sul sito dell’Ente
(http://www.enpav.eu/bilanci/ente_patrim_conto_consuntivo_09.pdf).

Ti inviamo in allegato il comunicato stampa emesso a Ottobre 2009, con la speranza che, se non sulla
stampa nazionale, almeno su una pubblicazione di un medico veterinario, la notizia corretta possa trovare
lo spazio che merita.


F.to Il Presidente
On. Gianni Mancuso

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COMUNICATO STAMPA
Ancora una volta appaiono sui giornali notizie inerenti le casse di previdenza che
andrebbero meglio  spiegate ed argomentate, al fine di  non creare malintesi e
inappropriate valutazioni.

In particolare questa volta al centro dell’attenzione sono gli amministratori delle Casse che
hanno incarichi anche in società controllate o collegate.

Per l’Enpav si è trattato di fare la migliore scelta strategica e quindi si è deciso di creare
società ad hoc che si occupassero nello specifico dell’attività immobiliare, mantenendo
comunque il controllo totalitario a livello sia decisionale sia di gestione. Ciò è stato
realizzato attraverso l’attribuzione della gestione a propri consiglieri che, ricevute le linee
di indirizzo dal  CdA Enpav, le attuassero attraverso le società, a fronte dell’assunzione
della piena ed anche personale responsabilità del loro operato e di un riconoscimento
economico paragonabile ad un rimborso spese. Di contro attribuire tali incarichi a terzi
soggetti avrebbe comportato sia la perdita del controllo sull’attività di gestione delle società
sia costi molto più elevati per la remunerazione degli incarichi stessi.

Inoltre l’Ente ha scelto, pur non essendovi  obbligato, di presentare agli associati il Bilancio
consolidato del gruppo per garantire la massima trasparenza e condivisione degli obiettivi
strategici.  Peraltro sul sito dell’Ente  sono pubblicati per intero sia  i bilanci delle singole
società sia il bilancio consolidato.

Raggiunti gli obiettivi specifici immobiliari delle società , l’Enpav deciderà come modificare
eventualmente la struttura il gruppo.

Infine per quanto concerne la società avente lo scopo editoriale,Veterinari Editori,  si è
scelto di voler condividere con la Fnovi un progetto di comunicazione unica da parte delle
due principali Istituzioni della veterinaria, attraverso una rivista ed attraverso altre iniziative
editoriali realizzate  mediante la citata società. Questo progetto è stato ampiamente
condiviso dagli associati , comportando tra l’altro una riduzione complessiva dei costi per
entrambi gli Enti.
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Ringrazio quindi il Presidente ENPAV per l'intervento, che mi pare importante di per sé, come segno di un'attenzione comunicativa molto importante e da apprezzare.
L'articolo del Sole24ore è secondo me malizioso, nel senso che non dice, ma lascia trasparire, un'ipotesi di "voglia di gettone" da parte dei Consiglieri delle Casse impegnati nella gestione delle società collegate. A me poco importa, a dire il vero. Se questi amministratori producono un utile concreto, che siano pagati, perché no. Potrebbe essere certamente utile un'apposita parte del sito che illustri non a numeri, ma in modo molto colloquiale, l'andamento degli investimenti immobiliari dei Veterinari. Anche perché crisi della Borsa, crisi del mercato immobiliare, forse rimane poi poco da spartire?

Ancora grazie per l'intervento.

25 febbraio 2011

Rassegna stampa. L'ENPAV e le poltrone multiple.

Nella rassegna stampa dell'ENPAV non trovano normalmente posto gli articoli critici dell'editoria specializzata, o che comunque pongono questioni. Giusto o no, giudicate voi.

A me stava per sfuggire questo, che trovo interessante. Parla delle società che vengono create dalle Casse previdenziali, dove i componenti dei CdA assumono altre cariche dirigenziali. Nel caso dei veterinari, ci sono almeno tre società di cui ci piacerebbe sapere di più.

Compensi? Rotazione negli incarichi? Motivazioni? Controllo dei Delegati provinciali? Tutte questioni che ci piacerebbe venissero approfondite.

Meglio adesso che poi lamentarci in futuro. Anche perché in questo periodo, con gli occhi puntati sul Pio Albergo Trivulzio, con gli ultimi scandali politici che sempre hanno visto un ruolo degli immobili (da Scajola in poi), comprendiamo che soldi ne girano molti, intermediari pure. Dubitare è sempre lecito, chiarire sarebbe doveroso..

28 luglio 2010

ENPAV. Una delle prime, necessarie, riforme.

In un suo resoconto delle ultime votazioni in ambito di Assemblea dei Delegati,
Alberto Schianchi, componente del Consiglio di amministrazione dell'ENPAV, suscita un problema interessante. Non parlo dei limiti alla rielezione, quello è un problema di minima decenza: abbiamo dei Consiglieri che sono in consiglio eletti da tanti anni che nemmeno Andreotti...

Schianchi riferisce di una votazione dove il risultato è stato "l’approvazione a maggioranza, con un solo astenuto, di importanti modifiche dello Statuto dell’Ente".

Chi è quell'astenuto? E chi ha votato? Chi era assente? Chi ha detto cosa? Non mi interessa in fondo la votazione in sé, ma piuttosto la possibilità di conoscere in modo esatto e preciso come il Delegato Provinciale eletto dai veterinari abbia votato in ogni occasione, cosa che attualmente è impossibile.

Non posso sapere, perché non è pubblicato da nessuna parte, come ha votato il mio delegato provinciale, quello che io ho eletto. A me pare una grave mancanza di democrazia. Uno dei principi della rappresentatività è che io devo sapere come ha votato il mio delegato per potergli successivamente confermare o negare il mio voto. Questo è un principio ampiamente riconosciuto, direi quasi ovvio. In ambito di democrazia nazionale ci si affida sia al partito che al resoconto di voto. Io posso presumere, eventualmente posso controllare, come l'Onorevole Gianni Mancuso ha votato nell'ambito delle sue funzioni parlamentari, e in conseguenza di ciò confermargli la mia fiducia oppure decidere di cambiare, se non mi va il modo in cui sono stato rappresentato.

Nel caso dei delegati ENPAV, questo è impossibile, perché non esiste alcun resoconto pubblico delle votazioni, per cui io non posso esercitare il diritto di controllo che invece mi spetterebbe naturalmente. Secondo me, l'Ente non può disinteressarsi di questo problema e nemmeno può invocare la privacy, proprio perché la funzione svolta dai delegati non è privata ma pubblica, ed è quindi un diritto degli elettori avere un resoconto preciso di come si è comportato il Delegato.

Spero che nessuno sia tanto stupido da dirmi "lo chiami e te lo fai dire". Questa non sarebbe democrazia, ma stupidità in azione, e penso che possiamo risparmiarci di ragionare anche sul perché non possa essere così. Tra le riforme dell'Ente, la pubblicazione delle votazioni è essenziale, e penso non richieda nemmeno una modifica dello Statuto.

Senza questa minima trasparenza non si può esercitare il feedback elettorale, si riceve un'investitura personale, ma sulla base di cosa? Mi pare talmente elementare e spero che si abbia la ragionevolezza di introdurre, e da subito, il resoconto delle votazioni. Senza, non è democrazia, ma solo Palazzo. E sono certo che il nostro Ente non voglia dare quest'impressione.

14 luglio 2010

La quarta domanda alla FNOVI. Anche all'ENPAV, a dire il vero.

La quarta domanda è quella che molti veterinari si fanno, e viene condivisa con l'ENPAV. Molto, molto semplice. Quanto costa la rivista "30 giorni", in modo un po' provinciale definita "house organ", edita da ENPAV e FNOVI congiuntamente?


Adesso, molto semplice, la domanda, a FNOVI, anche se non mi aspetto molto, visto che già non si pubblica il bilancio.

Quanto costa la rivista che riceviamo obbligatoriamente ogni mese? Quanto incassa di pubblicità? Chi è il concessionario della pubblicità? Come viene ripartito tale incasso?

Magari non è obbligatorio pubblicare il proprio bilancio, probabilmente come per la Federazione, ma a me sembra come minimo una regola di civiltà. Tanto più per una rivista che mi viene inviata "gratuitamente" (oppure se diciamo che la pago, ancora peggio) e che si presenta come la voce dei veterinari.

Le spese sono ripartite in modo uguale tra FNOVI ed ENPAV? Quanto vengono pagati i collaboratori, chi ci lavora? Di certo, gratis non esiste, dei soldi vengono spesi ed incassati. Non c'è nessun male o malizia nel voler conoscere questi dati, e non vedo perché non debbano essere diffusi, con ampia accessibilità e trasparenza. Mica c'è da vergognarsi. O no?

E' ora, e spero che si crei una pressione sufficiente da parte di tutti, perchè la prima riforma, la trasparenza, inizi, dalla parte economica a quella politica. Io spero anche che la dirigenza di FNOVI ed ENPAV mostri l'intelligenza necessaria per capire che queste sono richieste minime, che non si possono eludere, pena la perdita di credibilità, anche personale. Non mi sembra il caso.

15 maggio 2010

Viva lo scooter! L'intervista al Presidente ENPAV On. Gianni Mancuso.

Un piccolo commento relativo all'intervista del Presidente Gianni Mancuso alla radio del blog. A me sembra la direzione giusta, e mi piace. Non lo scrivo perchè sia stata fatta su questa piccola cosa che è questo blog, lo dico perchè penso fortemente che più c'è comunicazione, meglio è.

E' stata un'intervista peperina, con il tono giusto, e scorre bene ascoltandola.

Alcune note:

- la riforma della struttura. Il Presidente ENPAV dice che per adesso ci sono ancora molti Colleghi legati alla vecchia modalità di contatto dell'Ente, tramite il Delegato provinciale. Questo magari avviene nelle province dove il rappresentante è più attivo, ma i tempi dovrebbero essere maturi per una riforma strutturale di questa organizzazione. Nemmeno potevamo aspettarci che il Presidente ENPAV si esprimesse diversamente in tale sede, ma i professionisti devono premere affinché si cambi questo modello. Personalmente sarei per un'elezione diretta del CdA tramite voto diretto e riduzione a regionale dei delegati. Tanto, non è che adesso i delegati si mettano a votare diversamente da come vota il CdA. Quindi, perché continuare a mantenere in piedi un modello provinciale? La base regionale consente un miglior controllo, se devi convincere a votare in un modo 11 delegati, puoi farlo, se ne devi convincere 51 non ci riuscirai mai. Il meccanismo provinciale è non solo inerziale, è paralizzante.
Ovviamente ci sono particolari tecnici da mettere a punto, ma continuo a ritenere che una riforma debba andare in questo senso. E Gianni Mancuso non ha detto "no", ha detto "non ora". Ma sono convinto che se la categoria premerà in questa drezione, si cambierà.

- la riforma recentemente approvata. Ovviamente Gianni Mancuso dice "se saranno necessarie delle correzioni, si vedrà nei bilanci di previsione e deciderà chi amministrerà in quel momento". Il momento economico non è così semplice, e non possiamo chiedere previsioni impossibili. Ma esiste la possibilità che i tagli fatti non siano sufficienti, ed in questo senso mi pare che il miglior consiglio da dare ai Colleghi sia di interessarsi per tempo e provvedere. Mi pare utile che si usi la simulazione sul sito ENPAV, dove vedete cosa succede alla vostra pensione, decidendo magari di aderire alla pensione modulare. Con tutte le critiche che si possono fare, occorre comunque riconoscere il puntuale adeguamento del sito e la sua funzionalità. Registrarsi è cosa semplice e utile. Fatelo.

- la pensione modulare. Per chi, come me, ha pagato in lire e incasserà in euro, è un piccolo pannicello, ma importante, C'è un audio un po' faticoso, ma potete ascoltare anche una relazione del Direttore generale, la Dott.ssa Giovanna Lamarca, che vi aiuta a capire

- il reddito dei veterinari. Ho telefonato al Collega che mi ha mandato l'sms in diretta "sono a reddito zero da due anni", e anche il Presidente ha citato la forte presenza di Colleghi a reddito zero. Non è evasione, è vera e propria povertà, è il grande problema della categoria, la sottooccupazione. Se non ci ricordiamo costantemente di questo aspetto della professione, lavoriamo nella direzione sbagliata. Dobbiamo ricordarla quando parliamo di università, di farmaco, di riforme. Stiamo parlando di vite delle persone, di situazioni di disagio, e non solo. Il Collega mi parlava di Presidenti di Ordini che fanno lavorare in nero, per 300 euro al mese, giovani Colleghi. Vergogna a chi pratica questo sfruttamento. Dovrebbe essere, questo sì, motivo di sanzione disciplinare.

- un nuovo modello di comunicazione. Per troppo tempo la veterinaria ha sofferto di una mancanza di critica. Anche scomposta, anche dura, con tutti i possibili sbagli, la critica è fondamentale, ti fa riflettere e ti aiuta a crescere. Anni di Pravda veterinaria hanno abituato le nostre piccole istituzioni a dire qualsiasi cosa senza contradditorio, hanno fatto pensare loro che "rispondere significa abbassarsi", e non è così. Questo blog ha pochi meriti, ma uno è stato quello di mantenere acceso il lumicino della critica anche in anni in cui non era così semplice, e adesso a quel lumicino forse qualcosa cresce. Poco, ma cresce. Gianni Mancuso, ovviamente come politico abituato a fiutare l'aria, queste cose le ha capite, e sono certo che non solo io l'ho apprezzato.
Ben venga lo scooter, Presidente! L'aria è molto più fresca, e piace a tutti, vedrai.

12 maggio 2010

Radio Blog. Intervista al Presidente ENPAV, On. Gianni Mancuso.

L'ENPAV è molto importante, per la categoria. Aggiungiamo che il momento storico è particolarmente difficile: la "gobba contributiva" del baby boom, l'introduzione dell'euro, la privatizzazione dell'Ente, la recente riforma statutaria. Certo non sono acque tranquille, e richiedono una guida sicura. Il Presidente ENPAV, On. Gianni Mancuso, sarà in diretta alla radio del blog domani, giovedì 13 maggio, alle 14.30. Potete intervenire via mail scrivendomi,  via sms al numero 335 674 22 10, o usando skype. Se volete intervenire in diretta invece contattatemi prima, organizziamo tecnicamente il sistema.

Un appuntamento importante, con molti argomenti, e la possibilità di discuterli direttamente. Non perdetevi l'occasione, davvero notevole.
A domani!

15 marzo 2010

Il Sole 24 ore domanda sull'ENPAV.

Io sinceramente non riesco a comprendere pienamente la domanda, ma dò sufficiente credito al Sole 24 ore per ripostare la sua domanda a proposito dell'audizione del Presidente e del Direttore di fronte alla Commissione parlamentare cliccando qui

La questione mi pare sia il rendimento del credito con Credit Suisse rinegoziato ad un tasso di interesse più basso di quello che si poteva invece ottenere con un altro prodotto, migliore e senza rischi. Anche perché rendimenti simili sono simili a quelli ottenibili da un privato.

Io sono convinto che tutte queste occasioni (il sole 24 ore, o altre pubblicazioni, questo blog, insomma tutte le osservazioni che giungono dalle parti più disparate) potrebbero essere momenti di comunicazione e miglioramento. Basterebbe una risposta aperta, trasparente, pacata, non agiografica, non burocratica, per ottenere un'immagine migliore dell'Ente. Magari anche dire "questo non ci è venuto così bene, il prossimo sarà meglio". Non necessariamente si chiede la perfezione, anzi, parlare affrontando i propri errori, se ce sono stati, è ritenuto da tutti segno di grande forza.

6 marzo 2010

La Commissione Parlamentare raccomanda la "massima prudenza" all'ENPAV. Ascolta l'audizione del Presidente ENPAV e del Direttore Generale.

Il Presidente ENPAV, On. Gianni Mancuso, davanti alla Commissione Parlamentare di controllo.
Ascolta l'intervento del Presidente e del Direttore Generale, Dott.ssa Giovanna Lamarca. Circa 25 minuti.

Il Presidente della Commissione Parlamentare, Giorgio Jannone, chiede maggiori ragguagli sugli investimenti in bond Lehman Brothers (9 milioni di euro), che ritiene presenti in quantità "piuttosto importante" nel patrimonio ENPAV. La Commissione raccomanda la "massima prudenza" nelle strategie di investimento all'ENPAV.

Si parla di una cosa di cui non si sapeva ancora molto, e cioè il contenzioso con Credit Suisse, che aveva "venduto" i bond Lehman Brothers all'ENPAV. Si affronta l'argomento della ristrutturazione del credito verso la banca svizzera.

L'ENPAV afferma che il Presidente Jannone abbia espresso considerazioni positive. Magari le ha dette fuori dalla registrazione. Qui non è nemmeno che sia critico, intendiamoci. Secondo me la cosa migliore è che capisci che qui l'ENPAV risponde veramente alle domande che ogni iscritto vorrebbe (o ogni delegato dovrebbe) fare.

11 dicembre 2009

La seconda domanda. Quanti e quali rimborsi?

La seconda domanda per la FNOVI, un'altra richiesta di trasparenza. Attenzione, qui non bisogna farsi prendere dalla pruderie. Seccamente, la domanda è:
"Quanto viene percepito, a che titolo, da qualunque componente il Comitato Centrale FNOVI?"
La domanda chiede di specificare anche gli eventuali rimborsi o gettoni o emolumenti percepiti da altri Enti, uno per tutti l'ENPAV, del cui CdA il Presidente Penocchio fa parte, o l'ONAOSI.

Attenzione. Non è solo un'operazione trasparenza, alla Brunetta. Non sono un puritano. Chiariamo meglio.

Da parte dei liberi professionisti si è sempre detto che uno dei problemi della rappresentanza professionale è quello che o si dà uno stipendio oppure i liberi professionisti non sarebbero mai stati rappresentati, perché se vado ad una riunione quel giorno non lavoro e non guadagno, come pure il tempo che dedico all'attività pubblica a vario titolo, mentre un pubblico dipendente può usufruire di distacchi sindacali, permessi, ecc.

Io sono perfettamente d'accordo sul fatto che chi dedica tempo e risorse debba essere ripagato di ciò che perde. Nessun dubbio.
Mentre in ambito ENPAV il CdA si è dato un vero e proprio emolumento, uno stipendio, in FNOVI si viaggia a rimborsi spese.

Io credo che sia giusto che questi rimborsi spese siano dettagliati e a disposizione di chi questi rimborsi li paga: i veterinari italiani.
Non è per creare imbarazzi (ma d'altronde, perché si dovrebbe essere imbarazzati? Niente di male). No, il motivo è più semplice. Ho come l'impressione che in Italia si sia creato un piccolo gruppo di "professionisti della politica veterinaria". Non mi scandalizza nemmeno questo, anzi può essere positivo. Ma se così è, o ci sono le possibilità perché lo sia, lo voglio sapere, voglio che si sappia.

Non per altro, ma se ci può essere un "mio stipendiato", voglio saperlo io, ovviamente, voglio che lo sappia il mio stipendiato, perché capisca che è un mio incaricato, e ha un dovere di rappresentanza e di ascolto e di risposta verso tutti. Questo è importante. Non un legame verso qualche gruppo e verso altri no. Tutti, proprio come un impiegato pubblico.

Voglio che lo sappiano tutti, perché magari a qualche altro Collega interessa impegnarsi nell'attività pubblica, ha timore del reddito perso, e magari è un timore infondato.

Voglio che ci sia trasparenza, perché, come dice Milton Friedman, premio Nobel per l'economia, se spendo i soldi di qualcun altro, non starò attento a come li spendo. E' questo il motivo per cui il controllo deve essere possibile, ampio, e diretto.

Torno a dire, nessuno scandalo, non è quello che cerco. E' la trasparenza, che manca. E tutti dobbiamo impegnarci per averla, nel chiederla. Nell'interesse di tutti, anche di chi quei soldi li spende.

14 settembre 2009

Misteri insoluti

Un anno fa la crisi. Ancora oggi non sappiamo quanto l'ENPAV ci abbia rimesso esattamente, con i bond legati alla Lehman Brothers.

All'inizio "dobbiamo ancora fare i calcoli", poi piu' nulla.

Nessuno ci ha poi detto le cifre esatte. A dicembre 2008 il Presidente Mancuso ci diceva che "non li abbiamo certo persi", peraltro riferendosi alla cifra di 285.000 euro che non si capisce se sia completa o no. Cosa è successo? Qualcuno ha un rendiconto completo e chiaro della situazione?

Ormai ci siamo quasi abituati, ai misteri dell'ENPAV. Quasi.

12 giugno 2009

ENPAV. Dove vanno a finire i soldi?

Bisogna proprio avere un po' di tempo, ma secondo me è interessante.
Sono andato a curiosare nei bilanci e documenti dell'ENPAV, che ovviamente dicono le cifre ma bisogna andarsele a cercare. E viene fuori il meccanismo consociativo, di cooptazione, che l'Ente utilizza nel suo bisogno di consenso.

Guardate le borse di studio cliccando qui. Totale erogazioni 153.000 euro, vi risparmio la somma.
Ho letto poi il bilancio preventivo 2008, altra fonte di meraviglie. Il totale a preventivo dei dati è di 300.000 euro. E già qui vuol dire che, a naso, l'ENPAV spende più in borse di studio che in assistenza a Colleghi con problemi. Del resto, lo abbiamo già visto con l'Abruzzo: un'assistenza pelosa. Ma una complessiva generosità con le borse di studio. Perché?

Molto semplice: si crea, con questo meccanismo, benevolenza da parte di Colleghi che così, almeno una volta, e magari un po' di più, vedono entrare qualcosa a fronte di una vita di contributi.

Una benevolenza diffusa: circa 200 iscritti all'anno che così hanno un contentino, il gelato per i figli.

Per le assistenze, invece, il meccanismo è meno importante, perché numericamente meno consistente.

Questo è un meccanismo che in fondo si manifesta in tutte le forme dell'ENPAV, dai delegati che possono fare le vacanzine con la parentela, le amanti o chi più gli aggrada, a Roma o in altre pittoresche sedi di riunione, all'istituzione di Commissioni, riunioni e gruppi di lavori con collegati rimborsi.

Insomma, ti dò il contentino per la tua condiscendenza. Smontando quello che dovrebbe essere uno dei principali meccanismi di equilibrio istituzionale: il senso di difesa, di rappresentanza degli iscritti del Delegato, che dovrebbe essere massimo. Ed invece viene attenuato o azzerato.

In quanto alle borse di studio, secondo me il meccanismo dovrebbe essere profondamente riformato. O abolito. Siamo seri, su...
Tra l'altro, sfogliando i nomi, anche alcune curiosità, ma queste ve le andate a vedere. Non mi metto poi a fare il padano, guardando la distribuzione regionale delle borse di studio, ma questo è un meccanismo che già conosciamo: i voti sono più alti al Sud che al Nord. Tralasciamo l'argomento, non responsabilità dell'Ente.

Mi sembra che in ogni caso il dato più borse di studio che assistenza sia già abbastanza.
Poi, ripeto nei bilanci ciascuno trova i motivi di critica che vuole. Dal milione di euro speso per il CdA, Assemblee e Commissioni (per il personale sono 3 milioni), ai 24.000 euro per riviste (ma che leggeranno mai?) nel preventivo 2009. Insomma, sbizzarritevi. Se vi divertirete o no, dipende da che parte state.