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19 maggio 2011

Onaosi. Iniziamo bene.

Fa piacere ogni tanto leggere pezzi scritti in modo non "patinato", leccato, che diano veramente l'idea di cosa è successo, non in politichese, ma in linguaggio diretto.
Per cui piace come è scritto il comunicato sulle vicende iniziali dell'ONAOSI, che pare già iniziare bene. In quanto ai "soviet di Modena e Bologna", incidentalmente, non posso che essere d'accordo. Non è un fatto politico. A me, davvero, Modena dà l'idea di un soviet. Non ci vivrei mai. Magari è solo impressione, ma ripetuta.

Il comunicato rende pure bene l'idea di come si svolgono le cose, altro che efficienza o partecipazione. Dappertutto, vecchi tromboni che cercano poltrone. Purtroppo usanza diffusa in questo sottobosco di politichini (nemmeno politici, ma loro cugini o aspiranti tali nelle piccole istituzioni) che l'Italia si trascina dietro..

14 febbraio 2011

Onaosi. Scandaloso CdA.

Anche se poi non c'è più la contribuzione obbligatoria per tutti i sanitari, comunque certe notizie dovrebbero far riflettere. Il CdA ONAOSI costa, come retribuzione ai Consiglieri, un milione di euro l'anno. Sono una ventina, tra cui anche il nostro Presidente FNOVI, al quale abbiamo già chiesto conto, ma mai ottenuto la risposta, calcolo presto fatto: 50.000 euro l'anno a media.
Si sono creati, negli Ordini, nelle Istituzioni veterinarie, i piccoli professionisti della politica, che vedendo quelli "grandi", pensano di imitarne le gesta, magari si accontentano anche di un po' meno, ma purtroppo ci riescono.
Qui, un consiglio che da solo fa due squadre di calcio, ma ovunque, ovunque, si sono infiltrati lì dentro, replicando i meccanismi e le vergogne dei loro cuginetti romani. Favoriti anche dal fatto che nessuno ne parla, non ne vale la pena, per i giornali. E i professionisti sono un popolo bue...

5 settembre 2010

A volte ritornano. ONAOSI.

Ogni tanto se ne sente notizia, dell'ONAOSI, uno dei più grandi scandali della vita delle professioni sanitarie. Ne leggo qui, e riporto la notizia per cui l'ONAOSI starebbe chiedendo, con unico scopo quello di interrompere la prescrizione, il pagamento delle quote 2005. Cosa fare? Niente.

Parlavo oggi con Nicola Pellegrini, unico e vero artefise della lotta contro l'iniqua tassa ONAOSI. Dicevamo della delusione per una classe politica ordinistica, medica o veterinaria, assolutamente inadeguata. Lo è negli Ordini, lo è nelle Federazioni, nelle Casse previdenziali. La storia ONAOSI, dove niente fecero gli Ordini per difendere gli iscritti dall'ingiustizia, è l'esemplificazione di questa situazione. Una storia fatta di sprechi, di amministratori crapuloni, di ordinari furbetti del cadreghino.
E di professionisti incapaci di una minima mossa culturale, politica, sindacale, rivendicativa dei propri giusti diritti.

2 novembre 2008

Una legittima richiesta: no allo statuto ONAOSI.

La rappresentanza intersindacale dei medici ha chiesto di bloccare l'approvazione del nuovo statuto ONAOSI, anche in seguito all'aumento del 20% della trattenuta dell'ONAOSI. Pochi euro, ma sempre 20% in più.
Si contesta inoltre la rappresentanza del Consiglio d'amministrazione, che comprende i Presidenti delle Federazioni degli Ordini.

Io sono sempre stato contrario alla democrazia mediata: io eleggo qualcuno che poi a sua volta elegge qualcuno che mi rappresenterebbe. Se mi rappresenta, lo voto io.
Ma qui si raggiunge il massimo.

Il Presidente della FNOVI, faccio per dire, un esempio, rappresenta i Consigli degli Ordini, e già qui saremmo nella rappresentanza di secondo livello.
Ma rappresenta sia chi ha pagato che chi non ha pagato (i liberi professionisti che sono riusciti a combattere il balzello vergognoso).
E allora, perché il libro professionista che NON paga dovrebbe essere rappresentato?

La richiesta di Intersindacale è pienamente legittima, e ragionevole. Chi paga, vota. Chi non paga, ne sta fuori. Giusto, ovvio, naturale.
Da cosa nasce l'opposizione?

Innanzitutto, dalla volontà di una piccola classe "politica" degli Ordini di continuare a mantenersi i gettoni di presenza. Poi dal fatto che la rappresentanza mediata consente di applicare meccanismi di inerzia alla volontà popolare. E' più facile il cambiamento se voto io, se vota qualcuno che sfugge dalla logica del voto diretto entrano in gioco altri fattori, spesso non così trasparenti.

La rappresentanza mediata è una deviazione della democrazia, tanto più su piccoli numeri come quelli degli Ordini professionali.
Non parliamo poi dell'ONAOSI...

28 luglio 2008

Onaosi. Interrogazione parlamentare sul nuovo statuto.


La notizia la leggete qui. Sostanzialmente un'interrogazione sul fatto che nel nuovo statuto Onaosi la porzione nominata sia sovradimensionata, oltre al fatto che negli organi statutari i componenti siano 48, un totale da farci un torneo di calcetto abbondante.


A parte questo, su cui ho già scritto, vorrei notare come nell'articolo si distingua tra la partecipazione diretta e quella mediata. Lo dico da una vita. I componenti della FNOVI non rappresentano i veterinari, ma gli Ordini. Sono eletti dagli Ordini, NON dai veterinari.


E' una distinzione basilare. Tale da condizionare tutta la nostra piccola democrazia ordinistica, e da creare un distacco fondamentale tra la "base" e "le istituzioni".

E si sente, si sente, questo distacco.

Continuiamo a non sentirci rappresentati, ascoltati, men che mai garantiti.

Loro, si fanno i cazzi loro.

Almeno ci lasciassero in pace a farci i nostri. Macchè. Ogni loro invenzione è un ostacolo per noi.

4 giugno 2008

No al nuovo statuto ONAOSI

Continua la scissione tra i rappresentati, i sanitari, ed i loro rappresentanti in seno al CdA ONAOSI.
La notizia:

No all'approvazione del nuovo statuto della Fondazione Onaosi, l'Opera nazionale per l'assistenza agli orfani dei sanitari italiani.

A chiederlo è la maggioranza dei sindacati medici, in una lettera inviata al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

Secondo le organizzazioni sindacali, infatti, il nuovo statuto Onaosi, approvato dal Cda della Fondazione lo scorso 12 gennaio, sarebbe "lesivo del diritto di rappresentanza dei propri iscritti".

A non convincere i sindacati è la "carente democraticità" nella composizione del Comitato di indirizzo e del Consiglio di amministrazione.Secondo le organizzazioni sindacali, "il nuovo statuto ha portato a un numero totale di ben 48 componenti degli organi statutari, con spese gestionali sproporzionate rispetto alle finalità e alla funzionalità dell'Ente".

I sindacati ricordano infine che la maggioranza dei dirigenti medici e veterinari del Ssn "è contraria ad un aumento della quota mensile per l'Onaosi, per il quale la Fondazione ha già deliberato la procedura, deciso anche da chi non rappresenta i contribuenti".La lettera è stata sottoscritta da Aaroi, Aipac, Anpo, Federazione Cisl medici, Federazione medici Uil Fpl, Fesmed, Fp Cgil medici, Simet e Snr.

8 novembre 2007

Onaosi. Ospiti famosi. Tristemente.

Io spero, per i poveri orfani dei sanitari ospitati dall'Onaosi, che ci siano almeno bracci separati. A sinistra vedete un ospite del collegio Onaosi di Perugia ritratto in un momento di svago: Raffaele Sollecito, implicato (o esecutore? Indagini in corso) nell'assassinio della povera Meredith. Almeno, spero che non fosse un momento di studio. Per carità, mica sarà colpa dell'ONAOSI, ma qualche perplessità ce l'ho.
E cosa scrive l'ospite ONAOSI sul suo blog? Leggiamo l'articolo di Tgcom:

"Tra le foto pubblicate nel blog ce n'e' una, scattata proprio a Perugia, in cui (Sollecito) e' ritratto avvolto nella carta igienica, con in mano una mannaia e una bottiglia d'alcol. Nell'ultimo post, scritto il 13 ottobre, Raffaele parla della sua estate passata in Puglia e il suo imminente ritorno nel capoluogo umbro. E dice, tra l'altro: ''Dall'Onaosi (il collegio perugino dove aveva vissuto per un periodo) sono usciti anche personaggi famosi. Un comico di Zelig, un ingegnere della Ferrari. Ma chi piu' di tutti stimo con fierezza e' l'Onaosino numero 1...il mostro di Foligno! Anche lui era un Onaosino. A questo punto mi viene da pensare che in quel collegio ci siano capitati cani e porci e tutti con un fattore comune: 'depressione'. Infatti di questi tre personaggi ne ho conosciuto uno (l'ingegnere) e a lui mancava una donna e facendo due conticini trovi che il comico era ossessionato dal rapporto con l'altro sesso, mentre il mostro di Foligno...beh, non lo so, ma di certo non lo considero una persona normale''.

Già il fatto che in un collegio universitario ci girino elementi così attrezzati non mi sembra indice di una gestione così accurata. Magari si potrebbe spendere qualcosa in più in sicurezza?

O va tutto bene così?
Calcolando che "la Presidenza e il Consiglio di amministrazione, avvalendosi di risorse umane variamente impiegate (oltre 220 dipendenti, tra personale amministrativo e educativo), proseguono il cammino: definire nuove strategie, rafforzare l’immagine dell’Opera, potenziare i valori educativi e culturali. Sono decine di migliaia coloro che, in oltre un secolo di vita, hanno conseguito la loro formazione nell’Opera e con l’Opera. La storia continua.", e questo lo dicono loro, siamo a buon punto, sia con il rafforzamento dell'immagine che con i valori educativi e culturali.

Possiamo solo augurarci che la storia non continui, anzi, smetta. Il più presto possibile. Basta così, grazie.

17 ottobre 2007

Onaosi. 44 gatti, in fila per sei. Niente resto di due.

Fa bene alla chiarezza leggere le due "versioni" di uno stesso incontro tenuto sulla questione ONAOSI. Da una parte la FNOVI, che dovrebbe rappresentarCI, e si esprime per la contribuzione obbligatoria, dall'altra una voce libera come quella di Nicola Pellegrini, che non finiremo mai di ringraziare.

Quella FNOVI è qui, e secondo me inaccettabile, quella di Nicola la allego:

Cari Colleghi,
innanzi tutto scusatemi se questa mia è lunga ma, se voglio darvi una completezza di informazione, non posso essere più sintetico. D’altronde l’argomento lo merita.

Come vi avevo anticipato ai primi di settembre, l’Onaosi non ha tardato a far sentire la sua voce!
Vi riferisco dei seguenti fatti.

In data 10 ottobre si è tenuta a Roma, presso il Ministero della Sanità, una riunione indetta dal sottosegretario Serafino Zucchelli e condivisa nella firma della convocazione dal Presidente della FNOMCEO Amedeo Bianco, dal Presidente della FNOVI Gaetano Penocchio e dal Presidente della FOFI Giacomo Leopardi e alla quale sono stati invitati i rappresentanti dell’Onaosi e di ENPAV, ENPAF, ENPAM, ANAAO, CIMO, CIGL Medici, UIL Medici, CISL Medici, APO, FESMED, CIPe - Confederazione Italiana Pediatri -, UMSED, SUMAI, SNAMI, FIMP, SIMET, ANMVI, FIMMGC ANDI ed AIO.

Di queste, alcune sigle non sono intervenute. Gli altri, in tutto una ventina di persone, erano in rappresentanza dell’intero mondo dei medici, farmacisti e veterinari italiani. Nessuna delle altre oltre 70 sigle sindacali o di associazione professionale è stata invitata.

Molti dei presenti, almeno otto, avevano un doppio cappello: erano Consiglieri di Amministrazione dell’Onaosi e contemporaneamente rappresentanti di un’associazione sindacale.

All’Ordine del Giorno vi era una discussione sui trattamenti pensionistici degli ordini professionali. Per invero l’unico argomento della intera riunione è stata l’Onaosi!

In sala si è presentato il Sottosegretario Zucchelli, già Segretario Nazionale dal 2000 al 2006 dell’Anaao Assomed, con la bozza di un documento predisposto dal Ministero, avente titolo “Proposta di Riforma della Fondazione Onaosi”.

Il testo integrale ed originale del documento consegnato non su carta intestata è disponibile, per chi lo vorrà leggere o scaricare, sul sito
http://xoomer.alice.it/khhiro/ .

Il Sottosegretario ha presentato la proposta come “ultima spiaggia per salvare l’Onaosi”, e ha suggerito di trovare un accordo su questo testo affinché uscisse da questo incontro una proposta unitaria delle parti sociali interessate. Ha invitato quindi i presenti a ragionare “nell’ottica dei tempi della politica” considerando che l’iter della riforma della Fondazione deve esaurirsi “prima” della conclusione politica della Finanziaria 2008 nel suo iter al Senato!

Il Sottosegretario ha anche fatto un fugace accenno (come una tiratina d’orecchie nemmeno tanto forte ad un ragazzino birbaccione che ha preso più marmellata di quanto gli spettasse) alla necessità di dover assolutamente rivedere emolumenti, rimborsi spese e diarie, anche per far cessare le male lingue che, anche con esposti al Ministero, sparlano in merito all’uso di fondi utilizzati per hotel 5 stelle e ristoranti di lusso.

Ad una prima lettura è evidente che il contenuto della proposta di riforma riguarda più come dividersi le poltrone e distribuirsi gli incarichi, con un occhio attento ai compensi ed ai rimborsi spese, piuttosto che ragionare sulla amministrazione dell’ingente patrimonio o sulle prestazioni da erogare agli assistiti della Fondazione!

Il dibattito è stato ampio in particolare su come “ individuare” sia i soggetti componenti il C.d.A. che quelli per il prospettato Consiglio di Indirizzo e Vigilanza. In tutto sono previste 44 poltrone.

In effetti la questione della rappresentanza reale della volontà degli iscritti (volontari o meno) è delicata visto che, sin’ora nessuno li ha mai interpellati. Sin’ora solo una sparuta minoranza di sigle sindacali o rappresentanze ha deciso se e come obbligare medici, veterinari e farmacisti a sostenere le attività dell’Onaosi. E molte sigle sono anche rappresentate in seno al C.d.A. della Fondazione.

In teoria potremmo anche discutere del funesto cumulo delle cariche che andrebbe vietato: non dovrebbe essere possibile che la stessa persona sia presidente di un ordine, a capo di un sindacato, consigliere di amministrazione dell’enpam, dell’onaosi, e non so di che altro. Ma questo è un altro discorso.

Altro argomento della riunione è stato l’opportunità per la Fondazione di darsi una nuova “mission” indirizzata non più tanto verso gli orfani (pochi e sempre meno bisognosi) ma ad altri e diversificati soggetti. Di riflesso, volendo aumentare e differenziare le prestazioni, la cui elargizione sarà sempre ampiamente discrezionale, si è poi discusso sulla necessità di dover rideterminare il valore delle quote da percepire. Ovviamente in aumento. Ovviamente sempre discrezionale del C.d.A.

Il rappresentante della Confederazione Italiana Pediatri a questo punto ha proposto di reinserire lo stato di bisogno nello statuto al fine di non dover sottrarre denaro a nessuno per poi darlo a persone benestanti come ora avviene, e ha richiesto di introdurre nella riforma dell’ente il concetto di sostegno volontario alla Fondazione cancellando ogni forma di obbligatorietà contributiva, e ciò anche in considerazione del fatto che, oramai è acclarato, l’Onaosi non svolge alcuna attività previdenziale ma solo ed esclusivamente assistenza e solidarietà che dovrebbe essere svolta, secondo la vera “mission” della Fondazione, solo ed esclusivamente nei confronti degli orfani bisognosi il cui numero rimane ancor oggi notizia riservata.

Il Presidente dell’Onaosi Paci ha sottolineato come sia impossibile eliminare la contribuzione obbligatoria visto che sarebbe ben difficile far vivere l’Ente con le sole contribuzioni volontarie, paventando quindi una totale defezione degli attuali obbligati, scarsamente attirati dalle attività della Fondazione e ciò, a mio avviso, forse più perché poco trasparenti che non effettivamente poco utili.

I rappresentanti delle organizzazioni sindacali e quelli delle associazioni professionali presenti hanno avuto una levata di scudi in difesa delle attività della Fondazione e della contribuzione obbligatoria, almeno a carico dei dipendenti pubblici. Qualcuno in sala ha chiesto loro se difendevano la posizione in qualità di Consigliere di Amministrazione dell’Onaosi o in quella di portavoce della base che rappresentavano, ma non hanno risposto.

È bene comunque notare, fra le varie voci, quella del rappresentante dello SNAMI che prima ha letto un comunicato della sua Segreteria Nazionale, con il quale si chiede la ripartizione del patrimonio dell’Onaosi tra le varie categorie e il conferimento all’ENPAM della quota di pertinenza dei Medici, e poi ha preso le distanze da questa proposta dichiarandosi lontano dalle posizioni dello SNAMI, che pure rappresentava, esprimendo poi parere favorevole alla proposta del Ministero! Bisognerebbe fare attenzione a chi si delega!

Massimo Cozza della CGIL MEDICI ha invece assunto una posizione di attesa. Dopo il proclama del 26 settembre scorso che concludeva auspicando per l’Onaosi “un ritorno alle origini istitutive del 1899, quando nacque come Ente Morale”, in questa sede ha dichiarato di poter anche rivedere la sua posizione in presenza di una opportuna e ragionevole riforma delle attività e della gestione dell’Onaosi. Io avrei preferito una conferma della sua precedente presa di posizione, questa di oggi mi sembra più una ritrattazione diplomatica, per di più fatta in ambiente privato.

A questo punto sorge spontaneo chiedersi cosa fare, visto il coinvolgimento del Ministero nelle attività di una Fondazione privata, benemerita quanto si vuole, ma pur sempre privata. Mutuando il Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Mario Falconi direi che si tratta di “inappropriate interferenze della politica”.

Comunque, al momento attuale, i tartassati sono – come lo erano sino al 2002 - solo i pubblici dipendenti. A loro spetta l’onere e l’onore della battaglia visto che i liberi professionisti, almeno per il momento, non sono nuovamente chiamati in causa.

Chi volesse ribellarsi inoltri le proprie proteste ai seguenti destinatari:

Presidente del Consiglio Romano Prodi
prodi_r@camera.it o http://www.governo.it/scrivia/scrivi_a_presidente.asp

Ministro della Sanità Livia Turco
turco_l@posta.senato.it

Presidente della Commissione Bilancio del Senato Enrico Morando
morando_a@posta.senato.it

Presidente della Commissione Finanze del Senato Giorgio Benvenuto
benvenuto_a@posta.senato.it

Presidente della Commissione Bilancio della Camera Lino Duilio
duilio_e@camera.it

Presidente della Commissione Finanze della Camera Paolo Del Mese
delmese_p@camera.it

La prossima settimana verrà chiusa la Petizione on line e verranno consegnate le firme all’Onorevole Tommaso Pellegrino, grande sostenitore della contribuzione volontaria all’Onaosi, affinché le porti al Presidente della Camera Bertinotti per il successivo iter parlamentare.

L’Onorevole Pellegrino ha assunto impegno a supportare le iniziative che il “popolo delle mail” vorrà intraprendere. La sua mail è
pellegrino_t@camera.it

Chi ancora non ha sottoscritto la petizione e volesse firmarla ora può collegarsi al sito tramite il seguente link
http://www.petitiononline.com/np2006/petition.html.

Vi ringrazio per avermi letto.

Un cordiale saluto a tutti.

Nicola Pellegrini

3 ottobre 2007

Onaosi: una storia di infinito disgusto.

E' estenuante pensare che una questione sia risolta, e constatare che alle istituzioni interessa invece solo la logica propria, dell'esercizio puro e semplice del potere e poterino. Non solo manca lo spirito di servizio, che figuriamoci, ma anche l'elementare rispetto della legge.
Parliamo di ONAOSI, e riassumiamo la vicenda. C'è stata una sentenza della Corte Costituzionale che ha sancito che non può essere il Consiglio di amministrazione dell'Ente a stabilire autonomamente l'entità dei contributi dovuti, per un palese principio di violazione dei diritti dei cittadini.

Macchè. Nella nuova Finanziaria il Ministro Livia Turco ripropone, sostanzialmente ignorando la sentenza, l'autodeterminazione delle quote da parte dell'ONAOSI.

Un grazie al dott. Nicola Pellegrini, un uomo di correttezza e dedizione e passione assolute, che patisce come me la strafottenza delle istituzioni e la distanza di queste dai loro rappresentati. Senza di lui saremmo affondati tutti. Ha compiuto un'opera enorme, incredibile. Ha lottato come Davide con la fionda, non ha mollato mai. Ha detto, unico tra le voci possibili, la verità, a tutti e sempre, senza mai perdere la voce. Nessuno di noi ha fatto abbastanza per ricambiarlo, e di questo ce ne scusiamo. Ma sappia che siamo con lui.

Ma non è questo il punto. E' invece la questione delle rappresentanze mediate. Dei cittadini, dei rappresentati che votano un loro rappresentante che a sua volta vota poi per un' altra assemblea.
Insomma, il sistema delgi Ordini professionali. Gli iscritti votano i Consigli provinciali, e poi i Presidenti votano per un Consiglio Nazionale. Diversi gli ambiti, ma il meccanismo è sempre lo stesso.

Mi ci sono scontrato tutta la mia vita istituzionale, con un sistema simile. Ho sempre sostenuto che non è corretto. La FNOVI non rappresenta i veterinari, ma i Presidenti degli Ordini, che è una cosa diversa, soprattutto se questi ultimi vengono eletti da una risicata partecipazione.

Mi ci sono scontrato nella Associazione degli Ordini Piemontesi (ex proprietaria del Progresso Veterinario), nell'Ordine stesso. Muro di gomma.

Analogamente, capisco che il Presidente dell'Ordine dei Medici di Torino, Amedeo Bianco, anche Presidente FNOMCeO, tra l'altro componente di diritto del CdA ONAOSI, ha una posizione ben lontana dai suoi rappresentati.

Analogamente, Aldo Grasselli, Segretario Nazionale SIVeMP, che cosa fa per tutelare il diritto dei suoi iscritti a non essere vessati da un Ente che dovrebbe essere solo a contribuzione volontaria?
Niente, sostanzialmente niente. In presenza di una situazione come quella attuale, vi aspettereste prese di posizione, pagine web che esprimono una posizione. Nemmeno nella pagina dedicata all'ONAOSI trovate una posizione chiara, decisa, che dica NO alla contribuzione obbligatoria.

Analogamente, nella pagina FNOVI. Niente. Un silenzio assordante. E nauseante.

Lottate contro questo silenzio. Leggete il sito di Nicola Pellegrini e restate in contatto. E' una delle cose per cui vale la pena combattere.