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5 ottobre 2013

Come fare le cose. Meglio. Ci andava poco, comunque..

A suo tempo ho apertamente criticato struttureveterinarie.it, operazione secondo me inattuale, poco curata e semplicistica. Puntualmente giunge qualcuno che le cose le fa meglio. Uno stile più caldo, amichevole, scritto in modo comprensibile.

Si capisce che strutture veterinarie è fatto pensando ai veterinari, autoreferenziale, mentre Vetiary è fatto "da clienti", o comunque con la mentalità dell'utilizzatore. Almeno in Vetiary si prevede un servizio prenotazione, utile, mentre in struttureveterinarie, inutile non-servizio, no. Poi, Vetiary almeno non è costato ai veterinari, mentre struttureveterinarie si, anche se non sappiamo quanto.

Come tutti i veterinari sanno, la FNOVI spende migliaia di euro al giorno. Ma non pubblica il bilancio. Peggio dello IOR vaticano, che almeno lo pubblica. Clicca qui per leggerne.

10 ottobre 2012

Smentite o mentite? Chiedetelo alla FNOVI. Il Bilancio, cosa credevate?


A me fa un po' ridere l'atteggiamento di ANMVI e FNOVI relativamente alle questioni sollevate da SIVeLP dopo l'audizione riguardante il veterinario aziendale.

Riassumiamo: SIVeLP dice che "Sono emersi -per bocca del dott. Casartelli- rapporti di finanziamento/ sponsorizzazione ANMVI-FNOVI che, se confermati, richiederebbero chiarezza.".

Credo pienamente all'affermazione del SIVeLP, e cioè che Casartelli avrebbe detto queste frasi, alla presenza di DUE persone che conosco e sono assolutamente affidabili: né Riccardo Madonna, Vice Presidente di Ordine, Delegato ENPAV, fondatore di Omnivet, né Angelo Troi, Segretario SIVeLP, hanno mai fatto il passo più lungo della gamba o fatto gaffe di questo genere, mentre ben altre ne ho viste da parte di FNOVI e ANMVI: dalla scatola di cioccolatini al forno per cani, e non ho mancato di segnalarle.
Ma questa può essere un'opinione mia, indubbiamente.

E' invece un fatto che SIVeLP fa un'affermazione totalmente corretta ed educata. Addirittura non dice che questi finanziamenti siano avvenuti, ma chiede di confermarli, e se confermati, di chiarirli. Notare che in un'audizione ufficiale la parola di un Consigliere delegato dal Presidente non è una bazzecola, non siamo al bar Sport vicino al biliardo, siamo in una sede ufficiale.

Prima incongruenza: con tutte le risorse che ha, FNOVI manda UN Consigliere, uno solo, a discutere di un argomento importante? Avete mai visto un politico andare a consultazioni, incontri, DA SOLO?? Ma nemmeno il Presidente della Repubblica, che ha ben altra autorevolezza, lo fa! Una cosa da dilettanti allo sbaraglio: tutte le affermazioni che può fare una parte che sia rappresentata da una persona sola rischiano fortemente di essere poi solo interpretazioni personali. Anche se si è in buona fede.

Se fai una cosa simile o sei di una presunzione enorme (e pensi di non poter mai sbagliare, per cui mandi allegramente uno da solo), o sei davvero uno sprovveduto.

Questo tizio parla per il Presidente, per tutto il Comitato, e nemmeno gli si mette un altro vicino? Cose assurde. Notare bene, in un gruppo che invece dovrebbe conoscere bene le regole delle convocazioni, degli incontri, che in un Ordine qualunque si svolgono continuamente. A un incontro del genere mandi sempre almeno DUE persone, non una.

Notare, correttamente, SIVeLP si presenta con DUE persone, come qualunque associazione farebbe. Ho passato un tempo enorme in riunioni di vario genere e MAI ho visto un'Associazione, un Ente pubblico, rappresentato da UNA persona in un incontro. Sempre, sempre, sempre, mi è stato detto "chiamiamo un attimo...." e sempre ho avuto di fronte almeno DUE persone. Da solo ci va il concorrente della Corrida: dilettante allo sbaraglio.

se organizzi un'audizione ufficiale
e mandi solo UN rappresentante
a rappresentarti, appunto, violi una 
regola fondamentale:
mai da soli. Incapace 
chi organizza in tale modo.

Seconda incongruenza: con tutti i soldi spesi da FNOVI, ammesso che non ci fossero due Consiglieri,  NON fai comunque un verbalino (e poi magari lo firmi e fai firmare), un promemoria, non mandi un segretario, un'impiegata, niente? Chiunque può dire qualsiasi cosa? Se non volevi fraintendimenti (anche ammesso che ce ne siano stati) dovevi pensarci PRIMA, non dopo. Sennò non sei capace nemmeno di organizzare la canasta delle cinque.

Terza incongruenza: non vedo alcuna "insinuazione" nell'articolo SIVELP. Sono affermazioni, belle e buone, che o si smentiscono dicendo "No, non è vero, ecco le prove", oppure si fanno altre controaffermazioni, che però non provano niente.

Quarta incongruenza: la FNOVI, pur affermando che Casartelli non avrebbe detto quelle frasi (ma come fa a dirlo? Glielo ha chiesto? E Casartelli non è capace a smentire da solo?) in fondo ne nega poi l'affidabilità, dicendo che "Sul veterinario aziendale, la FNOVI riconosce come proprie solo ed esclusivamente le posizioni assunte nei documenti e nelle comunicazioni ufficiali", come a dire "parlate finché volete, poi quello che conta è quello che scriviamo noi". Ma allora motivo in più: se fai un'audizione ufficiale quando lo prepareresti il documento ufficiale??

In ogni caso, i toni aggressivi e roboanti sia di ANMVI che di FNOVI  paiono più improntati ad una pretesa forza legale (che io francamente non ci vedo) che non a una smentita dei fatti.

In quanto al bilancio, la FNOVI risponde che è nella disponibilità di tutti gli Ordini Provinciali. Premesso che non è la stessa cosa, e che a me sembra un ciurlare nel manico (la FNOVI dice di rappresentare i Veterinari, ma quando deve rendere conto, lo fa agli Ordini, che sono cose diverse), comunque, va bene. Invierò tra poco una richiesta, dapprima in via informale (via mail), e successivamente formale e per conoscenza agli Organi competenti, di ricevere il Bilancio FNOVI  degli ultimi 5 anni.al mio Ordine competente per territorio.

Vi dirò cosa ne ho ricavato. Basta che non facciano come ENPAV, che prima proclama la trasparenza su 30giorni, poi quando chiedi del pranzo da migliaia di euro ti dice che non sono fatti tuoi.

chiedete al vostro Ordine
una copia del bilancio FNOVI.
Visto che loro la invocano 
come procedura di trasparenza
vedremo se ce la danno

A presto, e invito tutti a procedere decisamente come faccio io: chiedete al vostro Ordine copia del bilancio FNOVI. Almeno se non ce lo daranno sarà esplicito chi fa il furbo, no?

6 ottobre 2012

Non sono mica il solo a chiedere conto dei bilanci della FNOVI.

Ho già consigliato il libro "I veri intoccabili", e garantisco che merita. Lavoce.info ne pubblica un breve estratto che potete leggere cliccando qui: vedrete che il problema suscitato è di grande rilevanza. Meglio ancora leggete il libro.

Che il bilancio sia palese mi pare anche importante alla luce di una comunicazione di SIVeLP, che ha pubblicato su Facebook la notizia, diramata dal Consigliere FNOVI Casartelli, che la Federazione percepirebbe dei contributi finanziari da parte di ANMVI, cosa che mi pare gravissima, tale da chiedere le dimissioni del Presidente e Consiglio Nazionale: quale credibilità per una Federazione che incassi soldi da un'Associazione privata e nemmeno ne renda conto, con una tracciabilità assoluta??

Questo è uno scandalo italiano. Poi, ne abbiamo ben altri, ma colpisce che da parte di istituzioni che potrebbero e dovrebbero avere la cultura democratica e della trasparenza ci sia un atteggiamento simile.

Adesso, o si smentisce Casartelli (ed in tal caso che si dimetta lui, se con tale leggerezza dice cose false) e si pubblichi immediatamente il bilancio, e se il contributo ANMVI è presente, che si dimetta il Comitato Centrale e il Presidente. Io non ci vedo altra soluzione. Oppure si rimane attaccati ad una seggiolina, ma credibilità zero. Zero. Zero totale.

3 ottobre 2012

Come vengono spesi i "rimborsi spese" pagati dai professionisti? Non se ne sa niente.

Letto oggi su un giornale: "È inaccettabile che un candidato, appena viene eletto, scompaia per anni sfuggendo completamente alla sorveglianza dei cittadini".
Questo capita regolarmente e continuamente nel sistema ordinistico o previdenziale dei professionisti. Regolarmente. Come abbiamo invece imparato in questi giorni, non basta sapere "quanto" viene rimborsato all'incaricato di funzioni pubbliche, bisogna sapere anche perché e come vengono spesi questi soldi.

Invece, in ENPAV, in FNOVI, niente (o poco) si sa su quanto e come viene speso in rimborsi, niente si sa di come votano i delegati. Se chiedi notizie di pranzi da migliaia di euro ti rispondono che non è fatto tuo, i bilanci contengono cifre che in modo assemblato non vogliono dire niente.

La FNOVI non lo pubblica nemmeno, il bilancio, pur spendendo migliaia di euro al giorno (in "rimborsi spese"?).
Spero tutti ora capiscano che la voce "rimborsi spese" non è così neutrale come ci vogliono far credere.

I rappresentanti dei professionisti non sono credibili e non lo saranno mai fino a quando non pubblicheranno in dettaglio le loro spese "a piè di lista"
Perché non vengono pubblicati questi dati? Forse qualcuno si vergogna?

Revisori dei conti, volete forse aspettare che arrivino le Procure a controllare conti che dovreste invece controllare voi? Pensate che qualcuno vi abbia messo lì solo per fare delle firme in bianco? Volete fare solo i pupazzetti o essere invece figure di garanzia degli iscritti?
Fatecelo sapere, prego.

20 gennaio 2011

Paolo Cova come Kruscev. E la quinta domanda alla FNOVI.

L'amico e grande Collega Paolo Cova fa un gesto alla Kruscev, protestando contro il raddoppio di un'inceneritore in Consiglio provinciale a Milano. Sono particolarmente affezionato alla foto qui a sinistra, di Kruscev, per un ricordo sindacal-giornalistico. Ormai saranno una dozzina d'anni. La storia l'ho scritta qui, e secondo me dovrebbero essere ancora oggi portate delle scuse al SIVeLP da parte della FNOVI e di chi all'epoca lo attaccò, per aver criticato lo scellerato salvataggio, poi finito rovinosamente. 

All'epoca scrivevo ed ero vicedirettore del Notiziario SIVeLP, e scrissi un articolo che diceva grosso modo che Nikita Kruscev, anche se non è nei nostri maestri, una cosa ce l'ha insegnata: meglio un gesto forte che il silenzio, ed in questo senso noi avevamo sbattuto fortemente la scarpa sul tavolo. Conoscevo grosso modo la storia della scarpa di Nikita, e volevo quella foto da pubblicare. La cercai per mari e monti, fino a trovarla poi in un'agenzia giornalistica, proprio la foto che vedete qui sopra, famosissima, e la pubblicammo, proprio in extremis, pochi minuti prima di consegnare il Notiziario alla stampa. Proprio in quell'epoca (forse il 1998) presi poi un cane, un Jack Russell, oggi ancora con me, e quella memoria della ricerca della foto gli diede il nome: Nikita, appunto.

Ne approfitto per fare la quinta domanda alla FNOVI, a cui vorremmo venisse data risposta, prima o poi. Ancora nessuna domanda ha avuto risposta, anche minima.

La quinta domanda è: quanto è costato ai veterinari italiani prima mantenere e poi chiudere il Progresso Veterinario? All'epoca, nell'ufficio di Corso Vittorio Emanuele, a Torino, c'erano due dipendenti dell'Associazione Ordini Piemontesi. Come è stato regolato il rapporto, che poi sostanzialmente non era con l'Associazione, ma con la FNOVI (penso siano infatti state poi licenziate). Quali furono gli accordi economici? Quanto costò l'intera manovra di convenzione? Quanto ci rimise la Federazione, o meglio i veterinari italiani? Come sono stati messi a bilancio tali somme?

Anche se la Presidenza è cambiata, (ma forse la chiusura avvenne già in epoca Penocchio? Forse si) non mi pare che questo sia motivo sufficiente per negare la trasparenza su un'operazione che io presumo disastrosa economicamente, effettuata per motivi che ancora adesso non sono stati svelati. La trasparenza, soprattutto economica, è un dovere. A meno che non si abbia come maestro Ceausescu...

Ah, complimenti a Paolo Cova, anche se so che nemmeno lui ha come maestro Kruscev. Grazie Paolo per il tuo impegno.


28 dicembre 2010

I 250 anni della Veterinaria. Non prendiamoci in giro. O non facciamoci prendere in giro, su..

come volevasi dimostrare..
Premetto che scrivo sorridendo, che la cosa mi fa allegria, ma mi sembra giusto non farci prendere per il culo.
Ho scritto in altro post della questione delle celebrazioni per i 250 anni della Veterinaria e sull'assenza del nostro Paese da questi.
Ammetto che se mi fosse stato risposto "Embè? Non sono fatti della Federazione, ma semmai accademici" avrei avuto ben poco da ridire. Solo che il Presidente Penocchio risponde in un suo commento, e secondo me ciurla un po' nel manico, travisando i fatti.

La FNOVI appare in un'unica pagina del sito delle celebrazioni, e ad esempio non in quella dedicata ai Comitati nazionali, addirittura nemmeno in quella dedicata ai Corresponding member as an institution (sarà uno sbaglio tecnico). Poi, non la trovate mai nominata, ma fin qui andrebbe bene così, mi paiono cose solo formali. L'essere "corresponding" è tra l'altro cosa più formale che di sostanza, un po' come la differenza tra inviato e corrispondente. Insomma, "se dobbiamo scrivere in Italia ci appoggiamo a loro", per intenderci. la differenza la leggete pure meglio nella pagina che differenzia i corresponding dagli associate members

Si prendono invece in giro i lettori se si afferma che l'Italia sarà addirittura il "fulcro delle iniziative europee" perché ospiterà un'Assemblea Generale della FVE, che è cosa ben diversa e senza relazione con le celebrazioni dei 250 anni. Come volevasi dimostrare, se andate alla pagina degli eventi dell'anno celebrativo non vedrete nessun evento italiano, correttamente. Notare che invece il 29 aprile, come celebrazione, in Lituania, si organizza un torneo di basket commemorativo. Adesso propongo davvero la mia grigliata, può darsi che passi..
Insomma, non si può pensare "se ne sono dimenticati..". No, in Italia NON c'è alcun evento commemorativo ufficiale che faccia parte del Vet 2011. Stop.

La FVE è una cosa, le celebrazioni dei 250 anni sono un'altra. Affermare che l'Italia sarà il fulcro delle celebrazioni è almeno degno di una risata collettiva. Per favore, Presidente, la mia sarà questione banale, ma non per questo ci si può prendere per i fondelli..

Ci mancherebbe ancora che le celebrazioni fossero affidate a me. Ma la mia grigliata e la riunione FVE, con le celebrazioni dei 250 anni della veterinaria, hanno grosso modo la stessa relazione..

Che poi la FNOVI contribuisca alla FVE per il bilancio, non fa che risvegliare le annose questioni sul bilancio della Federazione. Perché non possiamo conoscere l'esatto ammontare di questa contribuzione?
Quanto ci costano questi hot dog??

Buon apericena a tutti..

14 luglio 2010

La quarta domanda alla FNOVI. Anche all'ENPAV, a dire il vero.

La quarta domanda è quella che molti veterinari si fanno, e viene condivisa con l'ENPAV. Molto, molto semplice. Quanto costa la rivista "30 giorni", in modo un po' provinciale definita "house organ", edita da ENPAV e FNOVI congiuntamente?


Adesso, molto semplice, la domanda, a FNOVI, anche se non mi aspetto molto, visto che già non si pubblica il bilancio.

Quanto costa la rivista che riceviamo obbligatoriamente ogni mese? Quanto incassa di pubblicità? Chi è il concessionario della pubblicità? Come viene ripartito tale incasso?

Magari non è obbligatorio pubblicare il proprio bilancio, probabilmente come per la Federazione, ma a me sembra come minimo una regola di civiltà. Tanto più per una rivista che mi viene inviata "gratuitamente" (oppure se diciamo che la pago, ancora peggio) e che si presenta come la voce dei veterinari.

Le spese sono ripartite in modo uguale tra FNOVI ed ENPAV? Quanto vengono pagati i collaboratori, chi ci lavora? Di certo, gratis non esiste, dei soldi vengono spesi ed incassati. Non c'è nessun male o malizia nel voler conoscere questi dati, e non vedo perché non debbano essere diffusi, con ampia accessibilità e trasparenza. Mica c'è da vergognarsi. O no?

E' ora, e spero che si crei una pressione sufficiente da parte di tutti, perchè la prima riforma, la trasparenza, inizi, dalla parte economica a quella politica. Io spero anche che la dirigenza di FNOVI ed ENPAV mostri l'intelligenza necessaria per capire che queste sono richieste minime, che non si possono eludere, pena la perdita di credibilità, anche personale. Non mi sembra il caso.

21 gennaio 2010

La terza domanda. Quali sono i rapporti con ANMVI?

La terza domanda alla FNOVI, e devo dire che ho visto in questi giorni una (falsa) risposta alla prima sulla Pravda di categoria. Spero che non mi si voglia prendere in giro.
La terza domanda coglie uno degli aspetti fondamentali dela FNOVI: il rapporto con ANMVI. Nessuno si nasconde il fatto che esiste un forte legame con questa associazione, e non vorrei nemmeno doverci spendere due parole per dimostrarlo. Non è il caso.

Ma vorrei sapere con chi, fisicamente, e come, si relaziona il Presidente Penocchio, o chi per lui, nel contesto di questo rapporto. Non è domanda peregrina. Sfido 100 veterinari italiani, quelli che dovrebbero essere rappresentati da ANMVI, a dirmi entro cinque secondi chi è il Presidente di tale associazione. Personalmente ritengo che ANMVI non esista. Esiste Carlo Scotti, Collega certamente di esperienza e personalità e secondo me vera essenza dell'ANMVI, ma un'associazione dovrebbe piuttosto vivere collegialmente e di pluralità.

Io mi auguro di sbagliarmi, ma vorrei essere rassicurato su questo aspetto. Un conto è avere uno scambio di idee con una (anzi con tutte) le entità del mondo professionale, altro è parlare con una persona e amen. Sono cose diverse.

La domanda è suddivisa:
- quando si rapporta con ANMVI, con chi, fisicamente, parla, il Presidente Penocchio? O esiste un delegato a tali rapporti? Sono quindi istituzionalizzati o estemporanei?
- di questi rapporti se ne relaziona in Comitato Centrale, in modo ufficiale? O in Assemblea Nazionale? Se ne discute? C'è una valutazione collegiale di questo rapporto?
- in ANMVI, come si sa, non si vota. O meglio, non votano i veterinari, che dovrebbero essere appunto rappresentati. Votano le Associazioni professionali federate in ANMVI. Questo, non è un problema per il Presidente FNOVI? Nessuno ha mai posto tale problema in ambito FNOVI?
- se questo rapporto con ANMVI è istituzionalizzato, esistono anche altri casi? In altri termini, ci si rapporta con tutte le rappresentanze professionali, o con ANMVI in modo predominante?

Il senso globale delle domande è uno. Il rapporto, che sappiamo essere certamente importante, tra le due entità, è di tipo consulente o di tipo, diciamo così, di tipo lobbistico? Esiste una notevole differenza tra i due casi.

Non è nei miei poteri, perchè io vanto dei diritti verso la FNOVI (che mi costa 50 euro all'anno), e non verso ANMVI, a cui non sono iscritto, ma chiederei cose analoghe pure a questa associazione, proprio perchè mi sembra doveroso che ci sia la massima trasparenza e chiarezza.

A me pare che su queste domande si giochi la credibilità della FNOVI, che questi sinao nodi focali su cui o si risponde veramente, nella sostanza, senza fare melina, oppure si sceglie di non essere credibili. Vedremo..

12 dicembre 2009

Mi scrive un Presidente di Ordine per la prima domanda.

Mi scrive un Collega:

"Caro Collega, (...) vorrei, da presidente d'Ordine, provare a rispondere alla tua prima domanda:
la nostra è una democrazia rappresentativa (anche in ambito ordinistico!), noi eleggiamo i nostri rappresentanti provinciali che a loro volta eleggono un presidente provinciale che, con gli altri presidenti provinciali, elegge il comitato centrale della Fnovi e, al rovescio, le decisioni della Fnovi ed ogni centesimo speso sono comunicati al presidente provinciale che dovrebbe darne notizia durante le Assemblee provinciali a tutti gli iscritti.

Aldilà della teoria il bilancio è pubblicato sul sito nella parte riservata agli ordini. Molto è cambiato in questo senso con l'avvento di Gaetano Penocchio, i bilanci erano prima decisamente "fumosi" ora il bilancio è certificato da un'agenzia di certificazione indipendente, negli ultimi due anni è stato affiancato da un bilancio "etico" (mi pare che si chiami così ma vado a braccio) in cui aldilà dei numeri si dice cosa voglio fare dei soldi in concreto. E' tutto alla luce del sole e interessante da leggere, il fatto che sia in un'area riservata del sito può essere una scelta non condivisa ma comunque corretta."


Caro Collega, grazie per l'intervento. Non avevo dubbi sulla correttezza formale della non pubblicazione. Dico che non è corretta sostanzialmente. Siccome i soldi sono degli iscritti, non "degli Ordini", gli iscritti dovrebbero avere pieno, completo, diretto accesso ai dati di bilancio.

Ciò che dici conferma cosa io sostengo da molto: la FNOVI rappresenta gli Ordini, non i veterinari, E' sottile, ma la differenza c'è.

Grazie sincere per l'intervento. Ho passato 9 anni in un Ordine, e so che l'impegno della stragrande maggioranza è genuino, anche se il sistema è mal congegnato e ne rovina l'esito finale.

corrado

11 dicembre 2009

La seconda domanda. Quanti e quali rimborsi?

La seconda domanda per la FNOVI, un'altra richiesta di trasparenza. Attenzione, qui non bisogna farsi prendere dalla pruderie. Seccamente, la domanda è:
"Quanto viene percepito, a che titolo, da qualunque componente il Comitato Centrale FNOVI?"
La domanda chiede di specificare anche gli eventuali rimborsi o gettoni o emolumenti percepiti da altri Enti, uno per tutti l'ENPAV, del cui CdA il Presidente Penocchio fa parte, o l'ONAOSI.

Attenzione. Non è solo un'operazione trasparenza, alla Brunetta. Non sono un puritano. Chiariamo meglio.

Da parte dei liberi professionisti si è sempre detto che uno dei problemi della rappresentanza professionale è quello che o si dà uno stipendio oppure i liberi professionisti non sarebbero mai stati rappresentati, perché se vado ad una riunione quel giorno non lavoro e non guadagno, come pure il tempo che dedico all'attività pubblica a vario titolo, mentre un pubblico dipendente può usufruire di distacchi sindacali, permessi, ecc.

Io sono perfettamente d'accordo sul fatto che chi dedica tempo e risorse debba essere ripagato di ciò che perde. Nessun dubbio.
Mentre in ambito ENPAV il CdA si è dato un vero e proprio emolumento, uno stipendio, in FNOVI si viaggia a rimborsi spese.

Io credo che sia giusto che questi rimborsi spese siano dettagliati e a disposizione di chi questi rimborsi li paga: i veterinari italiani.
Non è per creare imbarazzi (ma d'altronde, perché si dovrebbe essere imbarazzati? Niente di male). No, il motivo è più semplice. Ho come l'impressione che in Italia si sia creato un piccolo gruppo di "professionisti della politica veterinaria". Non mi scandalizza nemmeno questo, anzi può essere positivo. Ma se così è, o ci sono le possibilità perché lo sia, lo voglio sapere, voglio che si sappia.

Non per altro, ma se ci può essere un "mio stipendiato", voglio saperlo io, ovviamente, voglio che lo sappia il mio stipendiato, perché capisca che è un mio incaricato, e ha un dovere di rappresentanza e di ascolto e di risposta verso tutti. Questo è importante. Non un legame verso qualche gruppo e verso altri no. Tutti, proprio come un impiegato pubblico.

Voglio che lo sappiano tutti, perché magari a qualche altro Collega interessa impegnarsi nell'attività pubblica, ha timore del reddito perso, e magari è un timore infondato.

Voglio che ci sia trasparenza, perché, come dice Milton Friedman, premio Nobel per l'economia, se spendo i soldi di qualcun altro, non starò attento a come li spendo. E' questo il motivo per cui il controllo deve essere possibile, ampio, e diretto.

Torno a dire, nessuno scandalo, non è quello che cerco. E' la trasparenza, che manca. E tutti dobbiamo impegnarci per averla, nel chiederla. Nell'interesse di tutti, anche di chi quei soldi li spende.

18 ottobre 2009

La prima domanda: perchè la FNOVI NON pubblica il suo bilancio??

La prima domanda è molto semplice, ma basilare. La Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari riceve da ogni veterinario italiano circa 50 euro all'anno (per semplificare i conti, in realtà non mi ricordo esattamente ma mi paiono 45. I veterinari, pubblici e privati, pagano l'iscrizione agli Ordini, e questi a loro volta girano la somma alla Federazione Nazionale, una volta all'anno.
Facciamo due conti. 25.450 iscritti (dato ENPAV, probabilmente dobbiamo aggiungerne ancora qualcuno iscritto all'Ordine e non all'ENPAV), facciamo 25.500.

Presto fatto. 1.275.000 euro, due miliardi e mezzo delle "vecchie lire". 3.500 euro al giorno, incluse le domeniche e le feste comandate. Se invece calcoliamo solo 240 giorni lavorativi, fanno 5.300 euro ogni giorno che si apre bottega.

Calcolate che la sede della FNOVI, grosso modo, è un appartamento, non un palazzo. Pure in via del Tritone, ma niente di particolare. Non ho idea, ma penso che gli impiegati siano 4 o 5.

Ciascuno faccia un po' di matematica, ma mi pare che avanzi una cifra strana, certo non un capitale, ma 3.500 euro al giorno non sono pochi. Una piccola rendita.
Considerate pure che i partecipanti al Comitato Centrale usufruiscono di rimborsi spese (Roma è una città che vive di rimborsi spese..), non di uno stipendio.

Ebbene, a me non sembra così poco, e sicuramente i veterinari italiani avrebbero diritto a sapere come questi soldi vengono spesi.

Ma niente. La FNOVI fa un suo bilancio, che poi fa conoscere (ma non so come, non mi ricordo di averne mai visto uno, anche quando ero Vice presidente dell'Ordine), e poi lo presenta agli Ordini. Ma non sono riuscito a trovare traccia del bilancio da nessuna parte, sul sito della FNOVI, o su altra pubblicazione. Niente trapela.

A me non sembra un buon esempio di democrazia rappresentativa, e conferma il fatto che la FNOVI NON rappresenta i veterinari, ma gli Ordini. Una cosa diversa, come ciascuno può giudicare.

3.500 euro al giorno e non ne rendi minimamente conto di come li spendi? Uno dei principi della democrazia è che se ricevi i soldi da qualcuno, ne devi rendere conto.

Qualche amico con cui mi sono consultato mi ha detto "chiedilo, te lo daranno". Ma non è questo il sistema. Non è questo il modo.

Se qualcuno mi rappresenta, ha con me un debito di trasparenza, di rendiconto. Che qui, nemmeno ci si pone il problema. Io mi rendo conto benissimo che la risposta sarà "la legge non ci obbliga". Immagino benissimo che ci sia una risposta amministrativa corretta e che la legge non viene infranta, ma qui è diverso, il problema è politico. Qualcuno che va in giro a dire di rappresentarmi, ma in realtà io non l'ho mai votato, spende i miei soldi, ma non mi dice come, e non ne spende nemmeno così pochi.

Dal lunedì al venerdì, 5.000 euro al giorno vengono spesi in mio nome. Ma come è possibile?

Per cui, la prima domanda è semplicemente:
perché la FNOVI ritiene di NON pubblicare il proprio bilancio? Perché il bilancio FNOVI non viene pubblicato?

4 ottobre 2009

Le 10 domande alla FNOVI. Prologo.

Siccome vedo che vanno di moda le 10 domande, non sia mai detto che ci facciamo mancare qualcosa, e anche questo blog propone le 10 domande. Siccome tratta di Veterinaria, ovviamente saranno indirizzate ad una nostra istituzione, la FNOVI. Potete considerarle indirizzate alla FNOVI nel suo complesso, o al suo Presidente, non è un problema.
Consideratele come simbolo di un contraltare di cui tutti parlano, nella società civile, ma che manca nella mia categoria, quello della stampa, dei media.

Insomma, tutti a difendere l'informazione, il suo ruolo, ma se venissero a vedere il mio settore professionale, inorridirebbero. Le nostre riviste di categoria o sono di proprietà stessa della FNOVI (30 giorni) oppure sono mielosamente conformi e prone alla Federazione.

Manca qualcuno che dica "no, così non va", che critichi le scelte delle nostre piccole istituzioni. Un po' di aria fresca questo blog l'ha creata, un po' di critica si trova sul sito del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti, ma per il resto, acqua stagnante.

Il ruolo della critica è importante e costruttivo, e spero che anche solo sapere che da qualche parte qualcuno critica le proprie scelte possa servire a rendere migliori le nostre istituzioni.

Scherzosamente, il San Sebastiano trafitto dalle frecce di Mantegna, pittore che adoro.
Inizierò quindi a pubblicare le 10 domande, una alla volta per un fatto di logistica, per non esaurire il lettore. Non mi attendo risposte, ma sarei contento se in qualche modo le situazioni che evidenzierò fossero affrontate concretamente. Non mi interessa che mi si "risponda", vorrei che qualcosa cambiasse, questo sì. Più trasparenza, più confronto, più dialettica. Saranno domande corsare, mascalzone, ma corrispondenti a reali problemi e questioni della Veterinaria.

Ben venga il dialogo su questi argomenti.
A presto, quindi, con la prima forte domanda. Se volete, proponetemele anche voi: scrivetemi.