12 maggio 2016

Da ridere. Si richiedono segnalazioni di farmacovigilanza. Solo che la posta certificata non funziona.

Da ridere. Una lamentela comune è che i veterinari liberi professionisti non segnalerebbero reazioni avverse dei farmaci agli uffici preposti. Oggi io l'ho fatto, per una reazione negativa ad un vaccino. A parte che ci ho perso due ore, che il sistema è farraginoso, regionale e nazionale, burocratico, lento, con errori di ortografia non corretti (chiaro esempio di trascuratezza), la cosa più divertente qual è? Che l'indirizzo di posta certificata a cui spedite la denuncia NON funziona. 





La dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che il tutto è orchestrato per creare un'occupazione, un compito, ma che in realtà non gliene frega niente a nessuno, anzi le ditte sono più che protette dalla farmacovigilanza. Loro, non i cittadini...

27 aprile 2016

E questa?

Un annuncio di gara su un giornale ci fa chiedere: ma cosa sarà questa spesa per due milioni di euro, che ricordo sarebbero grosso modo quattro miliardi di lire, per l'ASL di Napoli?


E cosa sono i "servizi di supporto" citati? Indubbiamente sorgono dubbi a gogò, soprattutto tenendo conto dell'inesauribile sorgente di scandali data dalla Sanità, che ha spinto ancora ieri un'Associazione a chiedere il cambio dei dirigenti apicali delle ASL per limitarli.

Non se ne sa niente di più, ma certo si rimane perplessi...

16 dicembre 2015

Lo sciopero furbo dei veterinari pubblici.

Oggi si rinnova la furbizia che la veterinaria pubblica attua da cinquant'anni, ed è giusto che il pubblico sia informato. I veterinari pubblici italiani scioperano contro il blocco delle assunzioni, ma bisogna sapere che
solo in Itallia i veterinari pubblici dipendono dal Ministero della Salute. Perché?
molto semplice. E' un'astuzia sindacale.  In tutto il mondo i veterinari pubblici dipendono dal Ministero dell'Agricoltura, ma essere legati al carro dei medici conferisce ovviamente molta più forza nella contrattazione. Infatti gli stipendi dei veterinari pubblici italiani sono altissimi, legati a quelli di un primario ospedaliero.
Ma senza le loro responsabilità, ovviamente.
Il numero dei veterinari pubblici italiani è già altissimo, sproporzionato alle reali esigenze. In tutto il mondo la veterinaria pubblica è delegata al libero professionista, che deve effettuare le prestazioni con spesa ripartita tra Stato e privato. QUesto è un meccanismo efficiente, che funziona, efficace ovunque.
Perché non in Italia?  Molto semplicemente perché il meccanismo clientelare e non meritocratico ne risentirebbe. Per ogni sede veterinaria si moltiplicano i Dirigenti, gli amministrativi, le spese.
Che sia detto in modo forte e chiaro: per quanto riguarda la veterinaria pubblica, lo sciopero è immotivato, e ripropone una bugia decennale.
La veterinaria pubblica è sovrabbondante, eccessiva, metastatica. Un meccanismo più efficiente sarebbe, come avviene da sempre in tutte le nazioni, l'utilizzo della veterinaria libero professionale.
Tutto il resto sono balle sindacaali, lo si sappia. Lascia che scioperino. Non credere che abbiano ragioni.

6 novembre 2015

Clamorosa figura di ignoranza in televisione per Chiara Durio, Presidente AISA. O voluto errore?

 Clamorosa affermazione ieri sera a "Porta a porta" di Chiara Durio, Presidente di Zoetis oltre che di AISA, Associazione che riunisce i produttori di farmaci veterinari.

La Durio  per ovviare all'alto costo dei farmaci veterinari ha invitato gli italiani ad usare "i farmaci veterinari generici", che notoriamente NON esistono.

Non ci si stupisce più di nulla, ma qui si stenta a non scoppiare a ridere. Oppure a dubitare della buona fede di qualcuno che volendo evitare argomenti spinosi si rifugi in false affermazioni. Chiediamo ufficialmente una ritrattazione della Durio, oltre a chiederci che credibilità può avere una Presidente simile??

29 settembre 2015

Riccardo Ruggeri su Italia Oggi in edicola

Parlando di Renzi, ma cogliendo secondo me ampiamente nel segno:

"...l'unica riforma utile (a costo zero): licenziare in tronco, tutti insieme, i 2500-3000 Direttori Generali e assimilabili, sostituendoli con i loro terzi livelli (i secondi potrebbero essere inquinati).
Perché l'unica vera liberalizzazione è quella delle norme e della procedure, e la si può fare solo decapitando le strutture burocratiche statali, regionali, comunali"

Assolutamente vero, e figuriamoci in veterinaria...