8 ottobre 2016

Tutti adesso si proclamano innocenti. Ma è davvero così? Lo strano caso di Ilaria Capua e compagni di avventura.

C'è qualcosa di almeno stridente, come un gessetto sulla lavagna, sia nella reazione di Ilaria Capua, parlamentare e studiosa veterinaria prosciolta recentemente dall'accusa di traffico di vaccini, che nelle reazioni sviluppatesi attorno al suo discorso e alla rinuncia al posto alla Camera. Ben vero che in questi giorni sembra che i politici assolti siano ridiventati tutti vergini, anche per Marino e Cota tutti discutono senza leggere in modo approfondito cosa è scritto nelle sentenze...

Sostanzialmente, mi sembra che la sdegnata reazione della parlamentare abbia sdoganato, oppure venga utilizzata per sdoganare, comportamenti che magari non sono penalmente rilevanti ma certamente sono preoccupanti per la luce che gettano sul funzionamento delle nostre istituzioni, soprattutto sanitarie.

Riassumendo cosa è successo, Ilaria Capua, non è stata assolta perché "il fatto non sussiste", ma perché alcuni dei reati che le erano imputati sono caduti in prescrizione. C'è stata una assoluzione da alcune accuse mosse, come la tentata strage, ma per altre accuse il problema principale è stato il tempo trascorso e perso dal PM, circa sette anni senza fare avanzare le indagini, ed in questo possiamo essere d'accordo con la Capua che la giustizia sia troppo lenta, e non è nemmeno una novità.
Leggi l'articolo che spiega questo aspetto

Quello che non quadra è che l'onorevole si sia presentata come una novella Giovanna d'Arco , a prescindere da alcuni dati di fatto che sono incontrovertibili e che vale la pena ricordare, a dispetto delle reazioni che si sono accodate, che tendono a presentare tutti come poveri innocenti perseguitati. Non è così.

Ricordiamo che l'inchiesta sui vaccini nasce a partire dalla aperta confessione negli Stati Uniti di Paolo Candoli, Responsabile Merial del business aviare, reo confesso che ha patteggiato per non andare in galera. Questi atti sono stati trasmessi in Italia e da questi è nata l'inchiesta. Partiamo quindi da una confessione di una persona apertamente colpevole, e non di basso livello, che non avrebbe avuto nessun interesse a sporcare l'Azienda che tuttora lo paga, e che quindi riteniamo abbia approvato la sua condotta. Insomma, se Candoli avesse ammesso colpe sue, personali, se avesse inventato fandonie, la Merial probabilmente lo avrebbe licenziato, mentre non è così.

Altri dati incontrovertibili sono le intercettazioni telefoniche, che la Capua dichiara essere state fraintese perché "avulse dal discorso", perché al telefono magari uno dice delle cose che sono solo chiacchiere. Ripetutamente la Capua si esprime argomentando in termini di corruzione, di arricchimento rapido e veloce, si vanta di guadagnare settecentomila euro all'anno (dato ragionevole, ricordiamo che entrando alla Camera ha scelto di continuare a percepire lo stipendio dall'Istituto Zooprofilattico, maggiore di quello da onorevole) si esprime con modalità da rapace economico.
Le frasi riportate, sia pure poche, sono assolutamente impressionanti e ben più sostanziose che non legate a un attimo di dispetto, e magari il contesto è ignoto sui giornali, ma certo non è così per gli inquirenti. Intendiamoci, niente di penalmente rilevante, ma la luce gettata sulle Amministrazioni è impressionante.

La corruzione tentata non è andata a buon fine, scrive il giudice, per "indisponibilità dei vertici olandesi dell'azienda Intervet"
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Non è criminale essere sposate con un dirigente di un'industria che produce vaccini, ma secondo me non è accettabile che questo rapporto di parentela ce l'abbia qualcuno che dirige il centro nazionale di referenza sull'influenza viaria, che è in grado di condizionare pesantemente l'attività economica del coniuge, che incassa soldi dallo stesso Istituto in cui lavora la moglie.

Esiste un conflitto di interessi grande come una casa, e ricordiamo che anche il marito della Capua era tra gli imputati

Perfino la nomina a parlamentare suona come più espressione di potere che non di servizio per i cittadini. Una persona che è evidentemente in grado di avere un reddito ben superiore anche a quello che ne avrebbe da parlamentare (posto che ha lasciato tranquillamente) o assume la carica per forte tensione morale o altrimenti che senso ha? Tra l'altro, non è che l'attività da parlamentare della Capua sia stata particolarmente brillante,

Insomma, non mi sembra che il tutto sia stato montato su un caso alla Enzo Tortora, ci sono dei riscontri e dei dati oggettivi legati magari non a fatti criminali ma certamente a una gestione delle istituzioni sanitarie almeno discutibili, e ricordiamo che sono stati spesi cinquanta milioni di euro per farmaci mai utilizzati, uno scandalo tutto italiano.

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Insomma un buon consiglio per la ex parlamentare: io al suo posto in America starei decisamente più attento al mio comportamento e a cosa dico, perché per quanto la giustizia italiana abbia dei difetti, quella americana è sicuramente più efficiente, e certe volte questo non è proprio un gran vantaggio…

12 maggio 2016

Da ridere. Si richiedono segnalazioni di farmacovigilanza. Solo che la posta certificata non funziona.

Da ridere. Una lamentela comune è che i veterinari liberi professionisti non segnalerebbero reazioni avverse dei farmaci agli uffici preposti. Oggi io l'ho fatto, per una reazione negativa ad un vaccino. A parte che ci ho perso due ore, che il sistema è farraginoso, regionale e nazionale, burocratico, lento, con errori di ortografia non corretti (chiaro esempio di trascuratezza), la cosa più divertente qual è? Che l'indirizzo di posta certificata a cui spedite la denuncia NON funziona. 





La dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che il tutto è orchestrato per creare un'occupazione, un compito, ma che in realtà non gliene frega niente a nessuno, anzi le ditte sono più che protette dalla farmacovigilanza. Loro, non i cittadini...

27 aprile 2016

E questa?

Un annuncio di gara su un giornale ci fa chiedere: ma cosa sarà questa spesa per due milioni di euro, che ricordo sarebbero grosso modo quattro miliardi di lire, per l'ASL di Napoli?


E cosa sono i "servizi di supporto" citati? Indubbiamente sorgono dubbi a gogò, soprattutto tenendo conto dell'inesauribile sorgente di scandali data dalla Sanità, che ha spinto ancora ieri un'Associazione a chiedere il cambio dei dirigenti apicali delle ASL per limitarli.

Non se ne sa niente di più, ma certo si rimane perplessi...

16 dicembre 2015

Lo sciopero furbo dei veterinari pubblici.

Oggi si rinnova la furbizia che la veterinaria pubblica attua da cinquant'anni, ed è giusto che il pubblico sia informato. I veterinari pubblici italiani scioperano contro il blocco delle assunzioni, ma bisogna sapere che
solo in Itallia i veterinari pubblici dipendono dal Ministero della Salute. Perché?
molto semplice. E' un'astuzia sindacale.  In tutto il mondo i veterinari pubblici dipendono dal Ministero dell'Agricoltura, ma essere legati al carro dei medici conferisce ovviamente molta più forza nella contrattazione. Infatti gli stipendi dei veterinari pubblici italiani sono altissimi, legati a quelli di un primario ospedaliero.
Ma senza le loro responsabilità, ovviamente.
Il numero dei veterinari pubblici italiani è già altissimo, sproporzionato alle reali esigenze. In tutto il mondo la veterinaria pubblica è delegata al libero professionista, che deve effettuare le prestazioni con spesa ripartita tra Stato e privato. QUesto è un meccanismo efficiente, che funziona, efficace ovunque.
Perché non in Italia?  Molto semplicemente perché il meccanismo clientelare e non meritocratico ne risentirebbe. Per ogni sede veterinaria si moltiplicano i Dirigenti, gli amministrativi, le spese.
Che sia detto in modo forte e chiaro: per quanto riguarda la veterinaria pubblica, lo sciopero è immotivato, e ripropone una bugia decennale.
La veterinaria pubblica è sovrabbondante, eccessiva, metastatica. Un meccanismo più efficiente sarebbe, come avviene da sempre in tutte le nazioni, l'utilizzo della veterinaria libero professionale.
Tutto il resto sono balle sindacaali, lo si sappia. Lascia che scioperino. Non credere che abbiano ragioni.

6 novembre 2015

Clamorosa figura di ignoranza in televisione per Chiara Durio, Presidente AISA. O voluto errore?

 Clamorosa affermazione ieri sera a "Porta a porta" di Chiara Durio, Presidente di Zoetis oltre che di AISA, Associazione che riunisce i produttori di farmaci veterinari.

La Durio  per ovviare all'alto costo dei farmaci veterinari ha invitato gli italiani ad usare "i farmaci veterinari generici", che notoriamente NON esistono.

Non ci si stupisce più di nulla, ma qui si stenta a non scoppiare a ridere. Oppure a dubitare della buona fede di qualcuno che volendo evitare argomenti spinosi si rifugi in false affermazioni. Chiediamo ufficialmente una ritrattazione della Durio, oltre a chiederci che credibilità può avere una Presidente simile??