29 aprile 2009

Radio Blog. Riccardo Madonna, fondatore di Omnivet

Riccardo Madonna, fondatore e Presidente di Ominvet Italia, Vice Presidente dell'Ordine dei Veterinari della Provincia di Asti, Delegato ENPAV. Una serie di funzioni che rendono molto interessante un dialogo con lui. L'articolo 81 sul farmaco veterinario, i veterinari dipendenti dall'industria, la filiera.

Uno spirito combattivo e vivace.

Promette bene l'intervista con lui in onda venerdì 8 maggio alle 9.15 sulla radio del blog.

Ricordo come potete partecipare:
- in diretta, telefonando previa registrazione sul sito (mi dice qualche collega che ci sono impicci tecnici)
- scrivendo domande che poi io porrò a Riccardo. Clicca qui
- scaricando poi successivamente il file mp3 dell'intervista.

Ascolta le puntate precedenti:

http://www.1000mikes.com/show/radio_colomblog

27 aprile 2009

Alè. Iniziamo. Tranquillizziamo per l'influenza suina. Mangiate maiale.

Stavo aspettando le solite dichiarazioni. Sono arrivate: mangiate carne italiana, noi siamo i migliori. Nessuna amministrazione usa l'autoelogio, noi si. Sempre. Perchè?

Inizia Aldo Grasselli, che all'ANSA dichiara si lancia ad elogiare la rete dei veterinari pubblici e i controlli pubblici della nostra carne.

Al solito, affermazioni apodittiche, senza nessun senso scientifico. Io affermo, diversamente da Grasselli, che la rete di Liberi Professionisti italiana operante negli allevamenti (e nei macelli a fare l'ispezione) è la migliore del mondo e che è l'unico baluardo contro la diffusione della pandemia. Tanto, qui ognuno afferma ciò che vuole, uno in più, uno in meno.

Come al solito, tranquillizzare. E a me non sembra la migliore strategia possibile. O meglio, preferirei una risposta scientificamente valida e comunicativamente non impostata sul solito tono.

Che mangiando la carne non ci siano problemi, è un fatto assodato. Il miglior documento che si può leggere è quello del CDC, ma anche quello dell'ANSA spiega chiaramente i fatti.

Insomma, sembra che Grasselli non abbia capito che il problema è il salto di specie, non il suino.
L'influenza suina è un virus umano, questo è il problema.
E ci sono stati casi a New York. E Città del Messico. Non so se rendo l'idea. Città da 10 milioni di abitanti.

Io eviterei quello che rischia di sembrare un volersi approfittare della situazione per "farsi belli". Non è il caso. Che ciascuno faccia la sua parte, evitando la propaganda. Siamo seri, su. Abbiamo avuto peste suina, malattia vescicolare, non è il caso, dai...

26 aprile 2009

Trivial pursuit. Veterinari famosi, nel bene o nel male.

I veterinari sembrano dare origine a figli portati per l'arte, mentre per conto loro sono discretamente criminali. Un po' per ridere, un po' per gioco, vediamo i veterinari famosi, o loro direttamente o per loro parentela. Nel bene e nel male.

Era veterinario Benigno Palmerio, amico di D'Annunzio e scrittore, se pur modesto (nella prefazione ad un suo libro il Vate scrive: "Questo è il libro di un veterinario, non di uno scrittore").

Il veterinario John Dunlop, stufo che le ruote del triciclo del figlio si inzaccherassero continuamente, inventò la vulcanizzazione ed il moderno pneumatico. Non ci guadagnò economicamente molto, si vede che è proprio un destino della categoria non essere portati per l'arricchimento..

Lo era il padre di Rodolfo Valentino, che tra l'altro morì ed il figlio frequentò il Collegio Onaosi di Perugia, dove venne preso in giro perchè brutto ed indisciplinato. Tempi cambiati....

Figlia di un veterinario purtroppo scomparso è Valentina Contato, attrice che ha lavorato con Oliver Stone, conduttrice di Hollywood Style, trasmissione molto carina, purtroppo non rinnovata da Sky.

Un piccolo ricordo di suo padre. Gli telefonai, a suo tempo, per intervistare Valentina, quando fosse tornata in Italia. Persona simpatica e cordiale. Purtroppo la sua prematura scomparsa mi ha privato del piacere di conoscerlo direttamente. Un saluto.

Altra deliziosa figlia di veterinario è Andrea Osvart, brava e bella attrice nota anche per aver presentato un'edizione del festival di Sanremo

Un veterinario toscano fu tra i mandanti del rapimento di Fabrizio DeAndrè, mai perdonato dal cantautore.

Già detto di Antonio Saladino, veterinario regionale calabrese

Poi Domenico Virga, mafia,

Mimmo Raccuglia, u'veterinariu, erede di Provenzano. Non sono sicuro del fatto che sia davvero veterinario, come il soprannome lascerebbe intuire..

Francesco Nirta, figlio del capo cosca di Bovalino.

Ma la cosa bella è che in molti casi questi, se dipendenti pubblici, continuano a prendere lo stipendio

25 aprile 2009

Festa della liberazione. Dal conformismo. Con questa gente qui non ce la faremo mai..

www.Tu.tv
Vivificare cose vecchie con spirito nuovo a me sembra sempre un'operazione interessante. Così potrebbe essere per la Festa della Liberazione, che ammettiamolo un po' subisce l'ingiuria del tempo. Per molti di noi è un giorno di festa, non una ricorrenza. Poi, ci si accapiglia "se è una festa tua o mia", qualcuno va ai cortei, fischia, applaude, fa cosa vuole. Resiste, non resiste, scelga lui cosa fare.

Ma indubbiamente la giornata non è così presente nel nostro immaginario, riconosciamolo. Io vorrei che festeggiassimo la liberazione come cambiamento. In fondo il concetto di "liberaci, non ne possiamo più" è un archetipo della mente umana. Nel Padre Nostro, la preghiera che anche un ateo come me può guardare con ammirazione (è densa dei concetti primordiali, basilari, dell'uomo. Leggete cosa ne scrive Ceronetti), si dice "Liberaci dal male", come richiesta di aiuto, come riconoscimento dell'esistenza del Male.

Da qualcosa abbiamo sempre bisogno di essere liberati. Io dico "Liberaci dalla resistenza al cambiamento". Insomma, se l'Italia non adotta ogni possibile evoluzione, modernizzazione, non ce la farà mai. Dico, parafrasando Moretti, "con questa gente qui non ce la faremo mai".

Non ce la faremo mai con chi resiste al cambiamento.
Con chi non è curioso per il nuovo.
Non cerca di usare costantemente, ogni giorno, ogni minuto, ogni nuova tecnologia per migliorare la propria attività.
Con chi si trova meglio nella via vecchia che in quella nuova. Sa quel che gli rimane, ma non sa cosa perde. Maledetto proverbio.
Con chi vede nel conformismo, nell'abitudine, nella consuetudine, nel luogo comune, una propria forza, il proprio piccolo, meschino piccolo potere.
Con chi "non s'insegna ad un cane vecchio un gioco nuovo". Mica vero.
Non potremo mai migliorare con chi è affezionato "alla carta", "alla firma", "al timbro". Con chi è vecchio, ma non di anagrafe. E' nato così, è cresciuto così, morirà così. E vorrebbe che tutti rimanessero fermi.
Con chi si affida a "norme", "leggi", "circolari", "interpretazioni", al "rispetto delle regole". Intendiamoci, non sto negando queste, ma dico che queste cose vanno adeguate, migliorate, cambiate. Sennò sono morte.

Facciamo sì che la Festa della Liberazione riviva. Oggi, liberaci da una vecchia e noiosa abitudine. Che ciascuno di noi ne scelga una. Fate cosa volete, ma celebrate la Festa liberandovi dal male, facendo una scelta positiva, scegliete voi.

Una proposta per i i liberi professionisti: iniziate a fare le fatture usando il computer, smettete di farle in cartaceo, inviatele al vostro cliente via posta elettronica. E' possibile, economico, conveniente. Ne parlerò ancora, ma iniziate a pensarci.

Oggi, liberatevi dal male che è dentro di voi: il conformismo. Che sia la nostra festa. Buona giornata.

22 aprile 2009

Lezioni di moralità. Minimi tariffari ed etica professionale. Morire dal ridere.

Leggo e rido da un sito di uno studio legale:

L'avvocato può promettere di difendere gratuitamente o farsi compensare con
altre utilità?

Occorre precisare innanzitutto che l'avvocato non può difendere
gratuitamente ovvero sottocosto e comunque mai sotto i minimi tariffari (si
vedano in questo caso le tariffe forensi vigenti)....Anche la richiesta di
compensi con altre utilità (per esempio l'utilizzo di autovetture intestate
a persone detenute ovvero la consumazione di rapporti sessuali in
compensazione totale o parziale delle parcelle) appare indice di scarsa
serietà da parte dell'avvocato.

Leggine altre sul sito originale. Altro che da codice deontologico, secondo me siamo al penale come minimo. E da fonte attendibile..

21 aprile 2009

Gli studenti. E i professionisti.

Ero nella Biblioteca universitaria della Facoltà di Veterinaria e Agraria di Torino in questi giorni. Un buon servizio, niente da dire. Cambiato un po' dai miei tempi, ora lontani. Uso di smart card, postazioni internet per la consultazione delle riviste.

Ovviamente qualche impaccio, essendo la prima volta. Ad un certo punto mi avvicino ad uno studente, era lì da mezz'ora su un computer, gli chiedo "Scusa, sai come si consultano le riviste online con questa smart card?"
Lui era impegnato su Facebook, mi guarda pure un po' stranito. "No, non ne ho idea".

Ho pure guardato la cronologia delle pagine consultate.
La più professionale che ho potuto trovare era lamotosega.com

Altro che Equine Veterinary Journal.
Mi ha risposto "Non ne ho idea". E' questo che mi lascia lì. Non che consultasse il social network. Ma che non vedesse altro.
La disaffezione verso il proprio lavoro, anche futuro, è una delle prime strade storte che si possono intraprendere.

Non imboccatela mai, cari studenti. E Colleghi, purtroppo. Anche se sembra affermazione deamicisiana, è uno dei primi trucchi della professione. Deve piacervi, dovete coccolarla, dovete pure distrarvi. Non potete sempre solo visitare cavalli, magari interessatevi anche della politica veterinaria, scrivete un blog, fate qualsiasi cosa. Ma mantenete viva la vostra passione.

20 aprile 2009

Terremoto in Abruzzo. A Roma neanche una piega.

C'è un grande assente, nelle proposte di aiuto ai Colleghi terremotati in Abruzzo. L'ENPAV, che ricordo si chiama Ente Previdenza ASSISTENZA Veterinari. A me pare che Alberto Schianchi, nel suo blog, abbia fatto una proposta sensatissima.
La articolerei anche di più per chiarirla.

Se 20.000 veterinari italiani pagassero una briciola, 10 euro all'anno, per cinque anni, si potrebbe creare un fondo straordinario di circa un milione di euro per terribili occasioni simili. Poi, basterebbero circa cinque euro all'anno per accantonare una somma cospicua da destinare all'assistenza per situazioni terribili come queste, di vera tragedia. Nessun Collega protesterebbe.

Ovviamente, non si dovrebbero poi investire in fondi Lehman Brothers. Insomma, risparmiamoci gli investimenti. Accontentiamoci dell'accantonamento.
Con tale fondo si potrebbe dare una vera assistenza, non una stupidaggine come quella di adesso. Io ho già sentito di 2.500 euro pro capite per i Colleghi colpiti.

Se fosse vero, proporrei di cambiare nome all'Ente. Ente Nazionale Pidocchiosa Assistenza Veterinari.

Ah, una cosa. I Leavet citati nella proposta. Soprassiederei. Mi sembra sciacallaggio.

13 aprile 2009

Elezioni FNOVI. Il risultato.

Una gentile e peperina lettrice mi scrive chiedendomi cosa ne penso del risultato delle elezioni FNOVI. Giusto. Non ne ho ancora scritto.

La faccio breve. Onanismo culturale. Nel senso che vedo le solite autocelebrazioni che hanno a tema "il mondo è contro di noi", oppure "dobbiamo contare di più" o "abbiamo cambiato il mondo". Senza rapporto con la realtà. Non puoi continuare a dire che ce l'hanno con te una volta l'antitrust, l'altra la società, l'altra i giornalisti. E poi la solita pretesa di voler contare di più, ma per dire cosa? E poi, questo futuro, come sarebbe cambiato? A me sembra non molto, e se sì, non so se me ne vanterei.

Chiarisco una cosa per sempre. Non è una cosa verso Penocchio, il problema sono le riforme e/o i meccanismi che regolano il sistema ordinistico.

La FNOVI è immersa in un loop conservatore e antiriforma. Leggete il manifesto elettorale, soprattutto leggete la relazione sugli anni passati. Basta, per favore.

Ancora le tariffe professionali e i limiti alla pubblicità sanitaria. Addirittura, con una lettura totalmente fantasiosa, si spaccia per normativa un qualcosa che non ha nessun valore nel settore delle medicine non convenzionali. Si vorrebbero normare limiti alla pubblicità e criteri formativi senza alcun potere nel settore.

A me piacerebbe pure che gli omeotossicologi fossero innanzitutto veterinari, ma non esiste alcun potere della FNOVI per stabilire questo. Meno che mai l'acclarata competenza o i limiti alla pubblicità. Per il principio legale della superiorità delle fonti, la FNOVI NON può normare in modo diverso dalle leggi dello Stato. Tantomeno può imporre qualcosa ai non veterinari. Stop. Chiunque pensi o lasci pensare diversamente è un bugiardo.

Torniamo al Comitato Centrale eletto. Innanzitutto il meccanismo di scelta, cioè solo componenti dei consigli degli Ordini. Meccanismo sensato. Ho notato spesso come chi parla di Ordini non ne abbia mai fatto parte e non ne comprenda le funzioni ed i meccanismi. Almeno in questo modo i componenti il CC sanno di cosa stanno parlando. Il problema è che di per un meccanismo del genere è fuorviante.

E' molto "elettorale", e ovviamente premia gli Ordini più importanti a questo fine: Torino, Roma, Milano. Più voti, più potere. Un meccanismo che consente a chi ne ha i mezzi di concentrare in questa direzione i propri sforzi elettorali. Mi impegno e concentro su quei tre Ordini, li vinco, ottengo una grande forza in sede FNOVI.

Ma peggio ancora è svincolato da ogni competenza, da ogni progettualità. Insomma, non basta mettere insieme i Presidenti per creare un progetto, anzi probabilmente si incarna il massimo dell'establishment, del no al cambiamento. Purtroppo quello che è stato diffuso come manifesto elettorale non fa sperare in bene. Linguaggio molto fumoso, politichese, quasi. Slogan, a cui il Presidente pare affezionato, ma senza un collegamento con la realtà. (Vorremmo sapere quali sarebbero le azioni o le immaginazioni che ci propone. Davvero. Vorremmo conoscerle.)

In una nota diffusa si dice che "per la prima volta nella nostra storia il governo della FNOVI è gestito in via esclusiva dagli Ordini". Questa è la conferma di quanto abbiamo sempre detto, cioè che comandavano forze esterne.
Non ci bastano ora queste affermazioni generiche di indipendenza per pensare che sia cambiato qualcosa.

Ma lasciamo una porta aperta. Auguriamo un buon lavoro al nuovo Comitato Centrale della FNOVI. Speriamo che sappiano svolgere un lavoro nuovo, libero da influssi esterni, retoriche e slogan vuoti.

Un consiglio. Che non agiscano subito, ma prima pensino. Che si pongano la domanda: come immagino la veterinaria tra 10 anni? Lo mettano per iscritto, facciano un tema, come alle superiori. Siano specifici, con cose concrete. Poi lo consegnino al Presidente, e che lui veda se ne tira fuori qualcosa.

Ma che prima di scrivere guardino alla finestra, al mondo, alla vita. Sennò si continua a restare nel pantano.

11 aprile 2009

Il meglio e il peggio. Non perdiamo occasione.

Come sempre, nei momenti tragici, gli umani danno il loro meglio ed il loro peggio. Non potevamo aspettarci qualcosa di diverso in questo triste momento per il nostro Paese.
Ma sono rimasto basito quando ieri, per radio, ho sentito la classica telefonata di un radioascoltatore, un ingegnere (in questi giorni sono molto attivi), rivendicare un maggiore ruolo della sua categoria nella direzione dei cantieri e scagliarsi contro le liberalizzazioni, difendendo i minimi tariffari e affermando (un classico) che sarebbero la difesa della qualità della prestazione del professionista. Si parlava degli edifici fatti con più sabbia che cemento.

Allibito. Essere stupidi è consentito, non è reato. Ma tanto così dovrebbe essere proibito, o almeno non diffuso via etere.

I minimi sono stati aboliti nel 2006.
I palazzi sono stati costruiti ben prima, ed ovviamente i minimi tariffari erano all'epoca ben saldi. Come pure gli Ordini a cui appartenevano quegli ingegneri, quegli architetti.

Qualcuno è ancora più stupido di quell'ascoltatore e si attende l'apertura di qualche procedimento disciplinare da parte degli Ordini? Qualche radiazione? Qualunque cosa, vi attendete, da questa Italia, dove quando qualcuno parla delle proprie responsabilità vuole solo chiedere più soldi?

Ascolta anche tu lo stupido. Clicca qui.