2 luglio 2007

Montezemolo e la veterinaria

Esiste un parallelo interessante tra la critica fatta da Montezemolo, che ha detto che i sindacati sono protettori dei fannulloni, e la veterinaria. Mi riferisco alla veterinaria pubblica. O meglio, al sindacato che la fa da maggiore nell'ambito di questo comparto, il SIVeMP.

Esiste già una prima anomalia, che che è quella dei sindacati autonomi. Insomma, se qualcuno si iscrive alla Cgil o alla Cisl, sa benissimo di seguire una determinata linea politica.
Il sindacato è per definizione un luogo di rivendicazioni di parte, nel senso che si avanzano delle richieste che tendono dichiaratamente a soddisfare l'interesse della categoria rappresentata. Se faccio la richiesta per il sindacato dei metalmeccanici, questa deve andare nella direzione di un vantaggio dei metalmeccanici, non dei chimici. Il sindacato è territorio di rivendicazioni separate.
Solamente, il sindacato senza politica, senza una logica che vede l'interesse della democrazia al primo punto, ebbene il sindacato diventa una banda di lanzichenecchi. Se l'unica cosa che mi interessa è rivendicare, mi porto in un territorio che è unicamente richiesta, egoismo, separazione dei miei interessi, che diventano preminenti, rispetto agli interessi di tutti.

Se accompagniamo questo rischio a caratteristiche personali di spregiudicatezza e acrobaticità nelle rivendicazioni, otteniamo un cocktail esplosivo, che è secondo me quello che caratterizza il sindacato di medicina pubblica.
Un sindacato che ha sempre difeso le posizioni più retrive e conservatrici, anche a danno degli altri colleghi liberi professionisti. Non si è mai espresso contro la libera professione dei veterinari dipendenti, fattore di vergogna del nostro comparto. Concretamente, ha sempre osteggiato nei fatti la creazione del veterinario aziendale, unica figura che potrebbe dare un'evoluzione moderna alla zootecnia, o meglio pensa di ridurre tale figura ai minimi termini.
Ha sempre difeso le posizioni di rendita e inefficienza, addirittura andando concretamente anche contro alle posizioni dei precari della pubblica amministrazione, assunti con contratti scandalosi. Un sindacato che ha sempre praticato i ribaltoni, sempre difeso i fannulloni, mai fatto qualcosa che non fosse nella ristretta e egoistica ottica dell'aggancio alle dinamiche salariali dei medici, grazie al fubetto meccanismo italiano.
Il SIVeMP non ha mai guardato altro interesse che non fosse quello personale e truce dei veterinari dipendenti, ritenendo sempre la veterinaria pubblica come preminente.
Non dimentichiamo la pessima figura fatta dai dirigenti di questo sindacato quando si lanciavano in difese del sistema italiano che non avrebbe consentito l'arrivo in Italia della mucca pazza, salvo essere smentito ai primi successivi esami di laboratorio.
Il SIVeMP è è totalmente inaffidabile e arroccato sulle posizioni più retrive e codine che si possano immaginare.
Chi se ne frega, direte voi, soprattutto se siete veterinari liberi professionisti.. Invece no, perché il problema è che il SIVeMP è espressione forte nella FNOVI, la nostra istituzione nazionale, e non possiamo credere che non ne condizioni la politica.
Fino a quando rimarrà a questa anomalia tutta italiana, la direi il fattore K della veterinaria, non potremo che attenderci il peggio. Anzi, è già arrivato...

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