26 ottobre 2009

A "Striscia la notizia" altra figura barbina degli Ordini.

In fondo un po' di vergogna bisognerebbe averla, a volte ti fa anche bene.
Come all'Ordine dei Medici di Reggio Emilia, che Striscia la Notizia ha
beccato dopo otto mesi ancora inefficace nei confronti di un medico-santone.
Eppure niente, gli Ordini continuano a NON funzionare, per nessuno,
continuano ad essere inefficienti, continuano ad essere anacronistici e
senza un senso, un motivo. Quando cambierà qualcosa?

18 ottobre 2009

La prima domanda: perchè la FNOVI NON pubblica il suo bilancio??

La prima domanda è molto semplice, ma basilare. La Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari riceve da ogni veterinario italiano circa 50 euro all'anno (per semplificare i conti, in realtà non mi ricordo esattamente ma mi paiono 45. I veterinari, pubblici e privati, pagano l'iscrizione agli Ordini, e questi a loro volta girano la somma alla Federazione Nazionale, una volta all'anno.
Facciamo due conti. 25.450 iscritti (dato ENPAV, probabilmente dobbiamo aggiungerne ancora qualcuno iscritto all'Ordine e non all'ENPAV), facciamo 25.500.

Presto fatto. 1.275.000 euro, due miliardi e mezzo delle "vecchie lire". 3.500 euro al giorno, incluse le domeniche e le feste comandate. Se invece calcoliamo solo 240 giorni lavorativi, fanno 5.300 euro ogni giorno che si apre bottega.

Calcolate che la sede della FNOVI, grosso modo, è un appartamento, non un palazzo. Pure in via del Tritone, ma niente di particolare. Non ho idea, ma penso che gli impiegati siano 4 o 5.

Ciascuno faccia un po' di matematica, ma mi pare che avanzi una cifra strana, certo non un capitale, ma 3.500 euro al giorno non sono pochi. Una piccola rendita.
Considerate pure che i partecipanti al Comitato Centrale usufruiscono di rimborsi spese (Roma è una città che vive di rimborsi spese..), non di uno stipendio.

Ebbene, a me non sembra così poco, e sicuramente i veterinari italiani avrebbero diritto a sapere come questi soldi vengono spesi.

Ma niente. La FNOVI fa un suo bilancio, che poi fa conoscere (ma non so come, non mi ricordo di averne mai visto uno, anche quando ero Vice presidente dell'Ordine), e poi lo presenta agli Ordini. Ma non sono riuscito a trovare traccia del bilancio da nessuna parte, sul sito della FNOVI, o su altra pubblicazione. Niente trapela.

A me non sembra un buon esempio di democrazia rappresentativa, e conferma il fatto che la FNOVI NON rappresenta i veterinari, ma gli Ordini. Una cosa diversa, come ciascuno può giudicare.

3.500 euro al giorno e non ne rendi minimamente conto di come li spendi? Uno dei principi della democrazia è che se ricevi i soldi da qualcuno, ne devi rendere conto.

Qualche amico con cui mi sono consultato mi ha detto "chiedilo, te lo daranno". Ma non è questo il sistema. Non è questo il modo.

Se qualcuno mi rappresenta, ha con me un debito di trasparenza, di rendiconto. Che qui, nemmeno ci si pone il problema. Io mi rendo conto benissimo che la risposta sarà "la legge non ci obbliga". Immagino benissimo che ci sia una risposta amministrativa corretta e che la legge non viene infranta, ma qui è diverso, il problema è politico. Qualcuno che va in giro a dire di rappresentarmi, ma in realtà io non l'ho mai votato, spende i miei soldi, ma non mi dice come, e non ne spende nemmeno così pochi.

Dal lunedì al venerdì, 5.000 euro al giorno vengono spesi in mio nome. Ma come è possibile?

Per cui, la prima domanda è semplicemente:
perché la FNOVI ritiene di NON pubblicare il proprio bilancio? Perché il bilancio FNOVI non viene pubblicato?

4 ottobre 2009

Le 10 domande alla FNOVI. Prologo.

Siccome vedo che vanno di moda le 10 domande, non sia mai detto che ci facciamo mancare qualcosa, e anche questo blog propone le 10 domande. Siccome tratta di Veterinaria, ovviamente saranno indirizzate ad una nostra istituzione, la FNOVI. Potete considerarle indirizzate alla FNOVI nel suo complesso, o al suo Presidente, non è un problema.
Consideratele come simbolo di un contraltare di cui tutti parlano, nella società civile, ma che manca nella mia categoria, quello della stampa, dei media.

Insomma, tutti a difendere l'informazione, il suo ruolo, ma se venissero a vedere il mio settore professionale, inorridirebbero. Le nostre riviste di categoria o sono di proprietà stessa della FNOVI (30 giorni) oppure sono mielosamente conformi e prone alla Federazione.

Manca qualcuno che dica "no, così non va", che critichi le scelte delle nostre piccole istituzioni. Un po' di aria fresca questo blog l'ha creata, un po' di critica si trova sul sito del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti, ma per il resto, acqua stagnante.

Il ruolo della critica è importante e costruttivo, e spero che anche solo sapere che da qualche parte qualcuno critica le proprie scelte possa servire a rendere migliori le nostre istituzioni.

Scherzosamente, il San Sebastiano trafitto dalle frecce di Mantegna, pittore che adoro.
Inizierò quindi a pubblicare le 10 domande, una alla volta per un fatto di logistica, per non esaurire il lettore. Non mi attendo risposte, ma sarei contento se in qualche modo le situazioni che evidenzierò fossero affrontate concretamente. Non mi interessa che mi si "risponda", vorrei che qualcosa cambiasse, questo sì. Più trasparenza, più confronto, più dialettica. Saranno domande corsare, mascalzone, ma corrispondenti a reali problemi e questioni della Veterinaria.

Ben venga il dialogo su questi argomenti.
A presto, quindi, con la prima forte domanda. Se volete, proponetemele anche voi: scrivetemi.

2 ottobre 2009

Aria nuova

Chiunque sia interessato a fare una proposta culturale per la veterinaria dovrebbe guardare, e secondo me imparare, da Veterinary Economics, rivista prima cartacea ora solo online. Il suo sito contiene tutto l'essenziale, rapido, conciso. Audio, Twitter, Facebook. Podcast, video. Tutto, e ben fatto, e condiviso. Molto, molto interessante e consigliato. Poi gli audio, molto interessanti anche per chi vuole rinfrescarsi l'inglese. Quando ascolti Christine Merle, master in Business administration che proclama "It is not a job, it's a business", aahh, che carica....