28 maggio 2009

Radio blog: Paolo Cova, la corsa del candidato.

E' un veterinario, è un amico, è una persona onesta. Paolo Cova merita di essere appoggiato ed aiutato. E' una bella persona, a cui auguro le migliori cose, e penso che anche nella politica possa dare buoni frutti. Inoltre mi interessa conoscere "vista da vicino" la maratona elettorale.

Inizio quindi una serie di brevi interviste, direi di commenti, con Paolo Cova, candidato alle elezioni amministrative per la Provincia di Milano. Se ne avete la possibilità, votatelo. O comunque, conoscetelo meglio. Ne vale la pena. Sul suo sito, paolocova.it, oppure sulla radio del blog. In diretta o in differita. Iniziamo stasera, alle 20, per cinque minuti, e poi ogni due giorni. Vi aggiornerà sulle date il riquadro di twitter, qui di fianco.

E non dimenticate domani Alberto Schianchi. Cosa vuol dire "buiatra condizione usurante"? Qual'è la proposta di Schianchi? Domani dalle 9.30 alle 10 ne parleremo con lui. Secondo me merita di essere approfondita.

20 maggio 2009

Sventrate intere famiglie

oggi

lunedì di intensa macellazione.


Una vacca ha partorito un vitello


negli occhi la paura di nascere


il foro in mezzo il nostro contributo


a tranquillizzarlo.


Ivano Ferrari, mantovano, ha lavorato per alcuni anni nel mattatoio comunale. Non un'esperienza innocua. Il "Macello", così si intitola la raccolta di Poesie pubblicata da Einaudi è "la grande sala dove si esibisce la morte", dove animali sopraffatti entrano nella Poesia in modo diretto, non romanzato, tra tenie e trippe, in un ambiente di uomini induriti dalla necessità della sopravvivenza, o forse dell'esistenza stessa.

Animali che assurgono al ruolo di attori della grande tragedia che è la Vita, la Morte, il legame crudele con l'umano:

Dalla vasca d'acqua bollente

emerge un enorme maiale

bianco come uno spettro


che oscilla impudico fino a quando


dal finestrone il sole


accende quintali di luce.


Se siete veterinari, leggetelo. Vi ricorderà la natura delle cose di cui vi occupate, indubbiamente metafisica.
Se non lo siete, leggetelo. Uno dei più bei libri di poesia che potrete mai sfogliare. Vi ricorderà il debito che accendiamo tutti noi ogni giorno con gli animali, un debito che forse non pagheremo mai. E loro nemmeno ce lo rinfacciano.

"Macello" di Ivano Ferrari su IBS

19 maggio 2009

Twitter, Zannel, Facebook & co. Che ci faccio?

Avrete visto, già da un po' di tempo, sulla colonna di destra del blog, qui a fianco, una casella "cosa sto facendo" e il link a Twitter. Che cos'è, che significato ha? Chi conosce Facebook ha già un'idea di cosa sia la domanda "a cosa stai pensando?" che troneggia sulla propria pagina, e gli aggiornamenti di stato delle risposte relative a tale domanda.
Facebook ha integrato questo microblogging nel proprio sistema, ed in effetti ha grande successo.

In sostanza il microblogging risponde alla domanda "cosa stai facendo?", che è la classica domanda tra due persone, due amici, che si sentono al telefono. In 140 caratteri, quelli di un sms, twitter permette un aggiornamento minimalista su questi argomenti con frequenza enorme e facilità di uso. Un sms (in Italia, un sms diretto all'estero, comunque un costo limitato) consente l'aggiornamento della propria pagina su Twitter.

Ma, come un gioco di specchi, l'informazione si può diffondere da twitter ad altre pagine web. E' semplicissimo integrare Twitter con Facebook, vale a dire che io scrivo, posto su twitter e twitter aggiorna automaticamente, nel giro di pochi secondi, la mia pagina di facebook.
Ancora, è molto facile integrare Twitter con una pagina web o un blog, ed è appunto quello che io ho fatto nella colonna di destra del blog. Il codice vi viene fornito semplicemente da Twitter, e non dovete fare altro che incollarlo nell'html della vostra pagina, un lavoro di cinque minuti.

Quindi Twitter in un colpo solo, un post, un sms, vi aggiorna sia il blog che facebook.

Io personalmente ho aggiunto ancora un componente. Siccome Twitter lo aggiornate solo via sms o tramite web (anche dal telefonino, comunque), ho scelto un sistema che permette l'aggiornamento via email: Zannel. Dal mio telefonino, e da moltissimi altri, mandare un email è semplice come mandare un sms e mi costa meno.

Insomma, come in un gioco di domino, dal telefonino invio una mail a Zannel, ad un mio indirizzo specifico. Zannel aggiorna Twitter, che a sua volta aggiorna sia Facebook che questo blog.

Va bene, direte, ma che senso ha? 140 caratteri sono anche troppi per una stupidaggine come "sto mangiando la pasta che mi ha fatto la mamma" (48 caratteri), ma possono avere molti significati.

Ciascuno trova in Twitter, in tutti i suoi cloni (centinaia), il senso che crede. Certo è un modo di fare comunicazione molto rapido, veloce, economico, pratico.

Francamente, all'inizio, avevo pensato a Twitter come ad un modo commerciale per avvvisare i miei clienti della presenza in una zona geografica: se il cliente vede che sono ad Alessandria, può contattarmi se sono vicino a lui, lui ha una visita in tempi brevi, io ottimizzo gli spostamenti. Andando avanti, questo discorso mi ha interessato meno. Ora mi piace di più l'uso come citazione, commento, aggiornamento, notizia, in un lampo di testo. Chi legge "La Stampa" ha presente il breve, pungente commento di Barenghi , "La jena". Ecco, come un haiku non ritmato, un aggiornamento del blog, della pagina Facebook.

Potrete dirmi "chi se ne frega", ma in realtà la comunicazione NON è una cosa, è un complesso di cose, di comunicazioni. Se guardate la vostra automobile, e vi chiedete a che cosa serve la vostra ruota destra posteriore, state ovviamente sbagliando. La vostra macchina comunicativa è un tutt'uno, blog, facebook, twitter. Non potete separare le componenti.

Questo mi pare il concetto essenziale, ma come qualcuno ha scritto, non esistono due modi uguali di intendere Twitter. Ne esistono molti altri, e vale la pena di esplorarli.

Provate a usarlo, e fatemi sapere. o seguitemi su Twitter!

17 maggio 2009

Radio Blog. Alberto Schianchi.

Collega buiatra, figlio di Mario Schianchi, componente del CdA dell'ENPAV e Delegato per la Provincia di Parma, un blog, la proposta di ritenere i buiatri professionisti soggetti ad attività usurante, unico per quanto ne so ad aver risposto a suo tempo alla mia domanda di conoscere i redditi dichiarati dagli amministratori ENPAV (anche se a dire il vero non trovo più i dati precisi).

Insomma, un Collega attivo, e che potrà dirci delle cose interessanti. Verrà intervistato liberamente venerdì 28 maggio 2009, alle 9.30, sulla radio del blog. Vi ricordo come intervenire.

a) telefonando in diretta. Non potete farlo direttamente dal box qui a destra. Dovete collegarvi direttamente al sito della radio, poi registrare con una semplice procedura il numero da cui intendete chiamare (incluso il prefisso internazionale +39), e solo dopo questo essenziale passaggio chiamare il numero di Milano della radio: 02 4070 8004
b) inviando un messaggio di posta elettronica prima della trasmissione cliccando qui.
c)con un sms anche durante la trasmissione al numero 335 674 22 10.

Se non potete ascoltare in diretta l'intervista, potete poi ascoltare il programma in differita o scaricare il file mp3 e ascoltarvelo quando volete, pure in auto (non pretendo sia il massimo della vita, ma può anche essere meglio di molte trasmissioni "vere")

Non mancate,
venerdì 28 maggio 2009, alle 9.30

13 maggio 2009

Storia della Veterinaria. Giovan Battista Ercolani su Google libri

La Storia è importante, ti dà una coscienza diversa di cosa sei, ti fornisce una visione in un contesto di secoli, non solo del breve oggi.

La Storia della Veterinaria è una materia importante ma negletta. A me dispiace sapere che molti studenti odierni non conoscono il nome di Bruno Micheletto se non, molto superficialmente, perché a Torino frequentano lezioni in un'aula a lui intitolata. Eppure è stato uno degli ultimi autori di testi specialistici e di grande levatura in Chirurgia Veterinaria. L'economia, le moderne leggi del mercato, fanno uscire dal catalogo un importante testo come il suo.

Ben venga quindi la disponibilità di testi elettronici, ed ecco la prima recensione di uno di questi, su Google libri.


Leggetelo, godetevi l'aria di altri tempi, certamente più modesti dal punto di vista scientifico, ma importanti.
"si mescoli prima l'assungia con la pece, si allunghi poscia il miscuglio coll'essenza, e quindi si incorpori il calomelano".
L'assungia penso sia la sugna, e la "formola" viene consigliata per una micosi, mi pare di capire.

Sapore di altri tempi, anche eroici, in cui le prove biologiche gli scienziati le facevano prima su di sé e poi su altri. Stupenda la pagina 50:
"in sul finire dello scorso aprile avendo ricevute croste dell'erpete tonsurante del bue dal sig. Sacchero esercente la veterinaria a Racconigi le fregai sulla faccia esterna del mio avambraccio sinistro. Lo stesso fece l'allievo Desilvestri che a caso trovossi in mia casa quando facevo la ricerca.". Ovviamente i due si contagiano, ma soprattutto entrate in quell'aria di un pomeriggio in cui lo studente va a trovare il Professore e (immagino si dessero del lei o del voi) "Si sfreghi anche lei con queste croste, le ho appena ricevute.."

Perfino comiche, perfino folli, ma fa niente. Leggete il libro ed entrate in questa Storia, vedete cosa facevano i nostri avi (se siete veterinari) professionali.

"Decisi curarmi, e ricordando l'azione letale degli alcoli sulle muffe, volli tentarne l'azione sulla mia erpete..". Insomma, mica desiste...

Siamo nati da loro, e non dobbiamo dimenticarli. Grazie a Google per la possibilità che abbiamo.

9 maggio 2009

Settimana Veterinaria. Un articolo interessante.

Ferruccio Marello, Collega equilibrato e di lettura sempre piacevole ed interessante, scrive su Settimana Veterinaria n. 651 di Ordini professionali, Antitrust e minimi tariffari.

Non conosco in specifico i fatti a cui si riferisce, ma ho ben presente le posizioni di cui parla. Ne scrivo da anni, e questo blog le ha sempre affrontate.

In breve, mi fa piacere che Marello scriva quella che è una realtà ovvia, e cioè che i minimi tariffari sono una cosa obsoleta e socialmente non sostenibile.

L'articolo passa poi a discutere degli esami di Stato e di quelli di ammissione, chiedendone l'abolizione.

Io trovo le posizioni di Ferruccio indubbiamente intelligenti, anche se non sono d'accordo con le sue conclusioni. E c'è un motivo specifico per cui si crea questa divergenza. Ferruccio Marello non ha mai fatto parte di una commissione per l'esame di Stato, ne sono convinto.

Chiunque l'abbia fatto comprende esattamente la profonda crisi della nostra Università e delle Facoltà di Medicina Veterinaria, che hanno caratteri estremamente particolare.

Chiedo a Ferruccio di fare un esperimento, che mi pare interessante. Dia la sua disponibilità a partecipare ad una (due, per legge due) sessioni di esami. Troverò il modo di aiutarlo ad essere incluso nelle terne di commissari, e vediamo cosa cambierà nelle sue posizioni.

Intendiamoci, sono in piena sintonia con l'individuazione dei problemi che fa nel suo articolo, con intelligenza e spirito costruttivo. Ma aggiungo alcuni particolari che derivano dall'aver partecipato direttamente per dieci anni alla vita ordinistica.

I tariffari minimi non sono solo antiquati, erano anche inapplicabili e forse dannosi per gli stessi professionisti che avrebbero dovuto applicarli. Non solo sono vecchi, sono anche inutili. Favorivano i peggiori tra i professionisti, quelli che sceglievano di non rispettarli.

In quanto agli Esami di ammissione e di Stato, concordo sulla loro perdita di funzione attuale, ma abolendoli, soprattutto l'esame finale, si cede totalmente al disastro dell'Università. Secondo me rimagono una valutazione complessiva della preparazione fatta da un ente che dovrebbe essere terzo, una specie di certificazione di fronte al cittadino, al cliente. Andrebbero riformati, ma un senso ce l'hanno. In quanto agli esami di ammissione, certamente potrebbero essere sostituiti da una selezione effettuata nei primi anni di Università. Ma l'Università questa selezione non intende farla.

Mi fa comunque enormemente piacere che si aprano nuovi squarci sulla realtà, e che magari servano alla riflessione della categoria, troppo spesso più attratta da facili (stupide) risposte che da difficili (intelligenti) domande.

Condivido pienamente quando Ferruccio Marello scrive: "Discorsi vecchi purtroppo, tanto vecchi quanto disattesi e nemmeno presi in considerazione da un dirigenza veterinaria che, seppure in buona fede, sta contribuendo ad aumentare quel danno d'immagine..".