E' una regola dello scrivere creativo seguita pure dai bambini, negli Stati Uniti, che hanno una lunga tradizione per queste materie scolastiche creative. Qui da noi si tende invece a mandare a memoria una nozione, troppi insegnanti massacrano i piccoli attributi dei loro studenti con lezioni noiosissime, dove devi guardare fuori dalla finestra per trovare un po' di vita. Alle lezioni di italiano mica ti spiegano come scrivere, nei temi vieni corretto, più lungo, più corto, grammatica, mica ti scrivono "Tema noioso, 4". Qui non devi essere creativo, devi impegnarti. Un'etica cattolica. Conta cosa fai, non cosa crei.
E invece ne avremmo tanto bisogno. Mi capita di sentire Colleghi che offrono spiegazioni come "il cristallino si è opacizzato e ora ha la cataratta", affermazione che presuppone che io sappia cos'è il cristallino e la cataratta. Invece non dovete nemmeno dare per scontato "opacizzato".
Aiutate il vostro ascoltatore a visualizzare le cose, piuttosto che "spiegargliele". Soprattutto se il contenuto del vostro lavoro è molto tecnico. Anche questa è un'abilità che non è solo innata, ma può essere coltivata, stimolata.
- piuttosto che usare termini astratti, usate quelli concreti.
- non descrivete solo cosa è successo, ma anche le sue conseguenze ("è come se la finestra avesse il vetro più sporco ed entrasse meno luce")
- il mio preferito. Tenete sempre a portata di mano carta e penna e fate un disegnino. Piccolo, stupido, non tecnico. Non abbiate timore..
- non crediate che "chi è in gamba usa parole difficili". Anzi, tutti noi sappiamo che quando uno riesce a farti capire concetti difficili con parole semplici, allora vuol dire che è uno che le cose le sa davvero.
I consigli per scrivere, di cui gli americani vanno matti, possono pure essere utili. In generale, tendono a farvi diventare prolissi, altra cosa da evitare. Non ripetete un concetto, piuttosto ditelo in un altro modo. Soprattutto, esercitatevi a far visualizzare. Piano piano le cose saranno più semplici.
Non posso farne a meno, a me piace da matti il loro video. Quattro bambine di una junior school che chiedono alle loro insegnanti "some good tips for young writers" e ne fanno un podcast. Assolutamente naturali, totalmente entusiasmanti, con le loro smorfiette, gli ondeggiamenti, le loro magliette informali. Una success story.
25 settembre 2009
23 settembre 2009
Coraggioso Angelo Troi. Intervento a Zapping.
Occorre un certo coraggio ad intervenire a Zapping, la trasmissione dove gli ascoltatori che intervengono si beccano a volte delle sonore strigliate dal conduttore, Aldo Forbice, comportamento che ha dato luogo anche a forti polemiche.
Bravo Angelo Troi, Segretario Nazionale del Sindacato Italiano dei Veterinari Liberi Professionisti, che è intervenuto il 21 settembre con una proposta sensata, legata alla forfettarietà delle imposte. Bravo perchè rappresenta la difficoltà di tanti piccoli imprenditori, di moltissimi liberi professionisti, che nell'immaginario vengono accomunati ai notai, ma poi in realtà sono veterinari, giovani professionisti, redditi certo non importanti come altri che vengono evasi.
Che ci sia un'esigenza di semplificazione è innegabile, e le proposte devono essere valutate. Non possiamo far altro che sperare questa venga almeno discussa, non solo dai commentatori di Zapping, che peraltro l'hanno accolta con favore, ma anche dal Ministero.
E invitarvi all'ascolto. Il file è un po' grande, ma Angelo interviene tra i primi ascoltatori.
Ascolta il file di Zapping con l'intervento di Angelo Troi (21 settembre)
Oppure vai alla pagina e scarica il file.
Bravo Angelo Troi, Segretario Nazionale del Sindacato Italiano dei Veterinari Liberi Professionisti, che è intervenuto il 21 settembre con una proposta sensata, legata alla forfettarietà delle imposte. Bravo perchè rappresenta la difficoltà di tanti piccoli imprenditori, di moltissimi liberi professionisti, che nell'immaginario vengono accomunati ai notai, ma poi in realtà sono veterinari, giovani professionisti, redditi certo non importanti come altri che vengono evasi.
Che ci sia un'esigenza di semplificazione è innegabile, e le proposte devono essere valutate. Non possiamo far altro che sperare questa venga almeno discussa, non solo dai commentatori di Zapping, che peraltro l'hanno accolta con favore, ma anche dal Ministero.
E invitarvi all'ascolto. Il file è un po' grande, ma Angelo interviene tra i primi ascoltatori.
Ascolta il file di Zapping con l'intervento di Angelo Troi (21 settembre)
Oppure vai alla pagina e scarica il file.
21 settembre 2009
Success Stories. Quelli che ci provano. E magari ci riescono.
Uno degli scopi principali di questo blog è creare, ricreare, ritrovare, entusiasmo sulla vostra professione. O forse nella vostra vita, non poniamoci limiti. Io mi applico alla veterinaria, ma perché no, magari ci trovate qualcosa per il vostro campo. L'entusiasmo è senza limiti.Ci sono cose che quando le vedi, pensi che quello, quelli, sono dei grandi, che hanno fatto una cosa magnifica. Ci riescano o no, il primo effetto è quello di darti entusiasmo, di darti coraggio, di motivarti.
Nella tag"success stories" troverete queste cose. Si tratterà di grandi cose, o di un gruppo di bambini che realizzano un podcast, ma sempre di persone che ci hanno provato, che ci possono dare una speranza, che hanno pensato "out of the box", come si dice.
La prima è una cosa che quando l'ho vista sono rimasto lì. Mentre siete in tangenziale, bloccati in coda, nel traffico, ascoltate la radio, ma qualcuno ha pensato "ma perché quest'auto non si mette a volare?". E l'ha fatto.
Terrafugia.com, quando l'ho visto, mi ha lasciato basito. Un auto che vola. Ma esiste già, non è "un progetto". Le auto voleranno. E volano.
Ma allora è possibile! Ma allora si può uscire dal misero e volare! Uscite, andate in autostrada, accelerate, tirate fuori le ali e partite. Questa è una grande idea.
Guardatela. Sognate. Pensate a quando voi non ci sarete più, ma il mondo, irresistibilmente, grandemente, andrà avanti, e farà cose come queste. E magari oggi voi potete fare la vostra piccola parte.
Toglietevi dalle piccole storie misere dell'oggi. Volate. Con Terrafugia.
20 settembre 2009
Tra Bondi Vet ed il Dottor House
Bello, muscoloso, biondo, mascella volitiva, simpatico, sempre di buon umore, tutte le diagnosi perfette, nessuno protesta per il conto, tutti lo pagano, non si lamenta per le tasse, cura in modo perfetto qualsiasi animale. Fa surf, vita notturna, la chiamata notturna lo vede sorridente ed impegnato in nuove e più entusiasmanti guarigioni. Non fa terapie, fa guarigioni.In un suo episodio per un gatto buttato in mare c'erano tre poliziotti, che presto hanno identificato la sciagurata proprietaria, che immagino sarà stata punita.
Con una faccia da picio così non puoi competere, inutile. Bondi Vet, in Italiano Veterinari a Sydney.
Qui, io so di una signora che si è trovata i cani infilzati atrocemente con uno spiedo, morti, con le cuccie bruciate dolosamente, avvelenati, fino a quando sono morti tutti i poveri animali e la forza pubblica gliel'ha detto espressamente "Mica ci muoviamo, per cose simili".
Tra il telefilm e la realtà ci passa poi la perdita di entusiasmo, la delusione, l'insoddisfazione di molti, moltissimi veterinari, che si trovano a svolgere una professione che ha molte più difficoltà di quelle di Bondi vet, ovviamente.
Eppure, se leggete i pochi siti, i pochi blog, i pochi libri dei veterinari che parlano della loro professione, mi sembra di leggere una replica bugiarda del deficiente televisivo. Tutti che giocano a fare l'amico degli animali, mica uno che parli dei problemi di ogni giorno, l'IVA o gli studi di settore o i conti che non tornano. Macchè, sono tutti suoi cloni.
La realtà non trova rappresentazione. Perché? Possibile? Quali i motivi? Tutti contenti, anche con un tozzo di pane o con la clientela che manca? Io passo in giro e vedo solo ambulatori con sale d'attesa vuoti o comunque miseri, tristi. Poi, notare, quando li fate parlare tra di loro, piangono che sembrano il Muro di Gerusalemme e le teste che ci battono contro.
Ma in pubblico, tutto va ben, madama la marchesa. Secondo me la categoria, i giovani, trarrebbero vantaggio da un blog, non oso pensare un telefilm, con un Dr. House veterinario.
La sceneggiatura potrebbe occuparsi del trovare i soldi per le tasse o per il cambio auto, o della diagnosi che non c'è ed il proprietario non vuole pagare oltre o nemmeno il dovuto. Perché, cari Colleghi, lamentarsi come dei malati di rogna quando siete in gruppo, e poi fuori imitare l'australiano?
Pensateci, tra il serio ed il faceto.
14 settembre 2009
Misteri insoluti
Un anno fa la crisi. Ancora oggi non sappiamo quanto l'ENPAV ci abbia rimesso esattamente, con i bond legati alla Lehman Brothers.
All'inizio "dobbiamo ancora fare i calcoli", poi piu' nulla.
Nessuno ci ha poi detto le cifre esatte. A dicembre 2008 il Presidente Mancuso ci diceva che "non li abbiamo certo persi", peraltro riferendosi alla cifra di 285.000 euro che non si capisce se sia completa o no. Cosa è successo? Qualcuno ha un rendiconto completo e chiaro della situazione?
Ormai ci siamo quasi abituati, ai misteri dell'ENPAV. Quasi.
11 settembre 2009
Qualcuno volò sul nido del cuculo. L'ANMVI.
Un amico mi ha inviato la sentenza del Tar Lombardia riguardante l'ANMVI. Cosa dice sostanzialmente la sentenza? Che l'ANMVI non può, per fatto giuridico, rappresentare "i veterinari" perchè di per sè rappresenta diritti non omogenei, quelli dei dipendenti e quelli dei liberi professionisti. L'ANMVI ricorreva contro una delibera che permette la libera professione dei veterinari dipendenti in Lombardia.Ci sono molti aspetti che mi sembrano meritevoli di commento.
Il primo, che l'amico mi segnalava la sentenza con soddisfazione, direi quasi, per la sentenza, che va contro la pretestuosità dell'ANMVI.
Ora, nessuno può pensare che io sia tenero con questa associazione, che trovo abbia molti problemi, che ora stanno venendo a galla. Anche su questo blog troverete molte mie critiche, esplicite ed aperte. Ma la situazione in oggetto sembra quella del film "Qualcuno volò sul nidi del cuculo", di Milos Forman, dove un giovane Jack Nicholson tenta inutilmente di alzare il blocco di marmo del lavabo per evadere, non ci riesce ma si volta verso i suoi compagni dicendo "Almeno ci ho provato!".
Anmvi ha forse creato dei danni, con questa sua iniziativa, ma dobbiamo ammettere che almeno ci ha provato.
Sicuramente, e non lo penso da ieri, ANMVI dovrebbe cambiare i propri consiglieri legali. Anche se mi si dice che lo abbia già fatto, e non so ancora se in meglio.
A parte questo, si possono trarre alcune considerazioni più ampie, generali.
Che un sindacato è necessario, obbligatoriamente. Proprio la logica sindacale, che è quella di rappresentazione di interessi di parte, contrapposti, è fondamentale. La pretesa di unitarietà non viene riconosciuta, nemmeno dalla legge. Inutile proclamare di "voler rappresentare tutti". Non è così, non si può, non funziona. Non dico nemmeno che sarebbe brutto, ma non funziona. Si rappresentano interessi di parte, li si contrappongono, ci si confronta, si cerca di ottenere un vantaggio per la propria parte. Legittimamente.
Che la logica del sindacato dei dipendenti pubblici, da sempre, è giocata sui ruoli del poliziotto buono e quello cattivo. Si continua a dire che questa regione, o quell'altra, va su binari suoi, che è dissidente, ed allora fa rivendicazioni isolate, ma si accettano sempre posizioni che vanno in un'unica direzione: la libera professione de iveterinari dipendenti, un obbrobrio che solo in questa nazione può essere pensato.
Che in questi anni la rappresentanza dei dipendenti ha fatto passi avanti, mentre i liberi professionisti non si esprimono, che le norme sono sempre impostate in una direzione statalista, burocratica e non favorevole alla libera professione.
Che questo mancato contrappeso è stato di danno a tutti, creando appunto una normativa insensata e squilibrata.
Che ANMVI, o la FNOVI, non possono continuare a chiedere "unitarietà", unità della categoria, quando poi al momento di decidere creano danni per loro conto. Noi siamo legati anche a loro, ai loro disastri. E dobbiamo chiedere che smettano di farli, con un metodo diverso, che non escluda, come adesso avviene, le altri componenti della veterinaria.
ANMVI ci ha provato, e ha sbagliato. Gli effetti di questo sbaglio ricadono su tutti, purtroppo. E' ora di chiedere che i Moggi della veterinaria si facciano da parte, che assumano un altro atteggiamento. Che le proposte nascano da un vero confronto generale, e non da un conciliabolo interno.
Dobbiamo chiedere anche alle altre associazioni, sindacati, forze politiche di categoria, un maggior sforzo propositivo, di unione. E' inutile gioire per gli errori degli altri, soprattutto se poi non si riesce a creare una proposta. Che le associazioni più piccole si parlino, si uniscano, creino una sinergia. Altrimenti affogheranno, loro e noi, in un bicchier d'acqua.
Occorre unire le forze dei liberi professionisti per evitare di rimanere in questo stallo progettuale della professione che dura ormai da dieci anni, da quando ANMVI ha dato l'alibi alla veterinaria pubblica per continuare a chiedere in modo pretestuoso. La mancata rappresentanza dei Liberi Professionisti da parte di ANMVI ha dato modo ai dipendenti di continuare a proporre una strada antica, di eccesso normativo e statalista. Un eccesso dannoso per tutti.
Adesso, basta. Cambiamo strada. O non se ne fa niente. Inutile dileggiare chi ha sbagliato. Proviamoci anche noi.
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