Probabilmente non ne frega niente a nessuno, vista la crescente disaffezione agli Ordini, ma può essere utile comprendere i meccanismi che regoleranno questa imminente elezione. In effetti la lista si presenta differente.
L'ANMVI ha tra i suoi voti gli Ordini più grandi (Milano, Torino, Roma) e quindi, anche calcolando che l'alleanza passata con il SIVeMP non è stata poi così soddisfacente, impone la propria lista.
Sia che i dipendenti intendano smarcarsi dal sistema ordinistico (qualcuno dice volendolo delegittimare), sia che il SIVeMP abbia perso una serie di Ordini, comunque questa volta avremo un Consiglio FNOVI con pochissimi dipendenti pubblici.
Alcune discussioni riguardano i rappresentanti della buiatria, che sarebbero poi solo uno, Casartelli, Milano, e qualche altro nominativo.
Le recenti vicende della Sicilia, con i randagi, hanno pure condizionato la rappresentanza isolana, ma possiamo dire che la lista è già molto definita e che hanno poca speranza i movimenti dell'ultima ora a cui eravamo abituati. In ogni caso si ripropone il problema della presenza strbordante dell'ANMVI, secondo me un grosso problema.
31 marzo 2009
29 marzo 2009
Radio Blog. Domenico D'Addario. 30 anni in FNOVI.
Mercoledì 1 aprile, e la data non è stata voluta, ci siamo arrivati per pura combinazione, alle 9.15, sulla radio web, Domenico D'Addario intervistato per 30 minuti.
30 anni passati in FNOVI, come consigliere, come Presidente. Apprezzato, o criticato, comunque una presenza non indifferente. Per la prima volta parla, dopo la sua uscita dalla FNOVI. Alla nostra radio. La FNOVI, i nuovi progetti
Potete ascoltare in diretta, intervenendo e ponendo domande, oppure ascoltare in differita e scaricare l'mp3 della trasmissione.
Oppure, porre domande scrivendomi
Non mancate! Occasione unica!
30 anni passati in FNOVI, come consigliere, come Presidente. Apprezzato, o criticato, comunque una presenza non indifferente. Per la prima volta parla, dopo la sua uscita dalla FNOVI. Alla nostra radio. La FNOVI, i nuovi progetti
Potete ascoltare in diretta, intervenendo e ponendo domande, oppure ascoltare in differita e scaricare l'mp3 della trasmissione.
Oppure, porre domande scrivendomi
Non mancate! Occasione unica!
Il sistema dei pizzini e la veterinaria.
Ve ne siete accorti? No? Probabile.
Non sto parlando dell'arrivo della primavera, quello anche nel famoso racconto di Buzzati ve ne accorgete.
No, sono stati rinnovati gli Ordini Provinciali, e tra una settimana si rinnova la FNOVI. la Federazione degli Ordini.
Come funziona, innanzitutto?
Io lo chiamo "il sistema dei pizzini", i foglietti che Bernardo Provenzano mandava ai suoi fedeli. Insomma, proprio in queste ore ci sono frenetiche telefonate e litigate per decidere la lista che dovrà essere poi "eletta" alla FNOVI. A qualcuna di queste scene ho partecipato, in altri anni, e mi pare interessante che si conoscano i meccanismi, anche se sono intuibili.
Grandi padroni di casa sono ovviamente ANMVI e SIVeMP, anche se a dire il vero in quest'ultima tornata sono apparsi piuttosto defilati. In realtà, quando mi trovai all'Hotel Bernini, dove si svolge l'assemblea preliminare, c'erano tutti e due, il Segretario SIVeMP e il Presidente ANMVI, a fare le ultime opere di convincimento sui Presidenti ancora non convinti.
Come funziona? Questo lo chiamo invece il sistema del cuculo. C'è uno spazio di tempo, tra le elezioni degli Ordini Provinciali, terminate a dicembre o al massimo gennaio, e le elezioni FNOVI, in cui le calcolatrici friggono. Ci si mette a fare i conti e si contano i voti. Ogni Ordine Provinciale vota in base al numero degli iscritti. Un voto ogni 200 iscritti, mi pare.
Ovviamente, gli Ordini più interessanti sono quelli delle metropoli, e comunque dei capoluoghi regionali.
In questo lasso di tempo avviene un'opera di convincimento, di avvicinamento, se necessaria. Insomma, anche se quella Provincia non ti è "amica", puoi sempre convincerla. Le associazioni più forti economicamente e più radicate sul territorio, come ANMVI e SIVeMP ovviamente riescono meglio in quest'opera. Hanno contatti, possibilità di organizzare incontri ed eventi pubblici e privati, possono blandire direttamente i Presidenti e farseli amici. Il cuculo. Gli altri fanno le uova e lui usa il loro nido.
Esiste poi il meccanismo delle Federazioni Regionali degli Ordini, che ricordo sono un'invenzione fuori dalla legge istitutiva degli Ordini, un meccanismo particolare, che si presta anche meglio al convincimento dei non allineati, o alla loro esclusione. Insomma, è più semplice contattare un gruppo di Presidenti che non farlo singolarmente. Nella Federazione Provinciale inoltre i più riottosi vengono meglio convinti ad un voto "di gruppo" e si annacquano eventuali rivendicazioni di singole Province. Sempre un po' con la pressione dell'argomento che "uniti si è più forti". Mentre non è proprio così, almeno in questo caso.
Comunque, arriviamo poi alla definizione della lista, e qui si scontrano diverse masse: quella del Presidente uscente e dell'organizzazione consolidata, quella dell'ANMVI, appunto, del SIVeMP, dell'Università, e di chiunque abbia la forza di avere qualche voto che serva.
Frenetiche telefonate, litigate telefoniche, riunioni e candidature si intrecciano. Il tutto in un meccanismo coperto, semi-segreto.
Per addentrarci meglio in questo periodo, veterinaria liberale coprirà l'argomento con speciali, post, interviste. Una settimana a tamburo battente. Restate in contatto.
Leggete Dino Buzzati. Merita.
Non sto parlando dell'arrivo della primavera, quello anche nel famoso racconto di Buzzati ve ne accorgete.
No, sono stati rinnovati gli Ordini Provinciali, e tra una settimana si rinnova la FNOVI. la Federazione degli Ordini.
Come funziona, innanzitutto?
Io lo chiamo "il sistema dei pizzini", i foglietti che Bernardo Provenzano mandava ai suoi fedeli. Insomma, proprio in queste ore ci sono frenetiche telefonate e litigate per decidere la lista che dovrà essere poi "eletta" alla FNOVI. A qualcuna di queste scene ho partecipato, in altri anni, e mi pare interessante che si conoscano i meccanismi, anche se sono intuibili.
Grandi padroni di casa sono ovviamente ANMVI e SIVeMP, anche se a dire il vero in quest'ultima tornata sono apparsi piuttosto defilati. In realtà, quando mi trovai all'Hotel Bernini, dove si svolge l'assemblea preliminare, c'erano tutti e due, il Segretario SIVeMP e il Presidente ANMVI, a fare le ultime opere di convincimento sui Presidenti ancora non convinti.
Come funziona? Questo lo chiamo invece il sistema del cuculo. C'è uno spazio di tempo, tra le elezioni degli Ordini Provinciali, terminate a dicembre o al massimo gennaio, e le elezioni FNOVI, in cui le calcolatrici friggono. Ci si mette a fare i conti e si contano i voti. Ogni Ordine Provinciale vota in base al numero degli iscritti. Un voto ogni 200 iscritti, mi pare.
Ovviamente, gli Ordini più interessanti sono quelli delle metropoli, e comunque dei capoluoghi regionali.
In questo lasso di tempo avviene un'opera di convincimento, di avvicinamento, se necessaria. Insomma, anche se quella Provincia non ti è "amica", puoi sempre convincerla. Le associazioni più forti economicamente e più radicate sul territorio, come ANMVI e SIVeMP ovviamente riescono meglio in quest'opera. Hanno contatti, possibilità di organizzare incontri ed eventi pubblici e privati, possono blandire direttamente i Presidenti e farseli amici. Il cuculo. Gli altri fanno le uova e lui usa il loro nido.
Esiste poi il meccanismo delle Federazioni Regionali degli Ordini, che ricordo sono un'invenzione fuori dalla legge istitutiva degli Ordini, un meccanismo particolare, che si presta anche meglio al convincimento dei non allineati, o alla loro esclusione. Insomma, è più semplice contattare un gruppo di Presidenti che non farlo singolarmente. Nella Federazione Provinciale inoltre i più riottosi vengono meglio convinti ad un voto "di gruppo" e si annacquano eventuali rivendicazioni di singole Province. Sempre un po' con la pressione dell'argomento che "uniti si è più forti". Mentre non è proprio così, almeno in questo caso.
Comunque, arriviamo poi alla definizione della lista, e qui si scontrano diverse masse: quella del Presidente uscente e dell'organizzazione consolidata, quella dell'ANMVI, appunto, del SIVeMP, dell'Università, e di chiunque abbia la forza di avere qualche voto che serva.
Frenetiche telefonate, litigate telefoniche, riunioni e candidature si intrecciano. Il tutto in un meccanismo coperto, semi-segreto.
Per addentrarci meglio in questo periodo, veterinaria liberale coprirà l'argomento con speciali, post, interviste. Una settimana a tamburo battente. Restate in contatto.
Leggete Dino Buzzati. Merita.
28 marzo 2009
Ispirazioni
Bella la frase che Massimo Gramellini, vicedirettore de "La Stampa", riporta oggi.
A Wayne Gretzky, grande giocatore di hockey, chiesero il segreto del suo talento.
"Pattino sempre verso il punto dove finira' il dischetto, invece che verso quello dove si trovava prima".
Tutto qui. Semplice, no?
25 marzo 2009
Farmaco Veterinario. Cambiamo gioco.
Un gentile lettore mi chiede, in suo commento ad un mio post, di parlare di un articolo di Alberto Mondellini, Presidente AISA, pubblicato su 30 giorni, pagina 30.Molto semplice. Un compitino.
Nel senso che il documento AISA individua delle responsabilità che sono minime. Ma minime davvero. E non bastano.
Dice che le industrie devono "garantire scientificamente qualità, sicurezza ed efficacia del farmaco", e che "lo stringente percorso di ricerca, produzione e immissione sul mercato di un farmaco veterinario, è di per sé una garanzia sufficiente dell'adeguatezza del prodotto".
Ovvio, ma non basta. Le industrie della produzione e commercializzazione non devono inoltre produrre e/o commercializzare farmaco in nero. Qui, o facciamo esercizio di sincerità, o lasciamo perdere. Come è possibile che esista una mole di farmaco veterinario in nero come c'è in Italia? Da dove viene fuori? Che ci siano i veterinari prescrittori, può pure darsi, ma non basta. Che l'industria prenda una posizione decisa contro il farmaco in nero, e faccia la sua parte.
Poi, che gli allevatori NON comprino il farmaco in nero. E che se lo fanno, paghino duramente.
Che i veterinari NON collaborino a distribuire il farmaco in nero, a comprarlo, a favorirlo.
Che il servizio pubblico controlli i distributori, gli allevatori, i veterinari in modo serio e non burocratico.
Che si modifichino profondamente gli armadietti. Passiamo alla ricetta informatizzata, almeno per queste situazioni. Se un veterinario intende operare per un'azienda che vuole la scorta, che si doti dei necessari programmi e la ricetta venga emessa di volta in volta, su animale esattamente identificato, ed inviata sia al farmacista (o grossista) sia all'ASL per via elettronica. Manterrei la scorta, nel senso di una minima dotazione in azienda, ma al posto di un registro dei trattamenti in azienda, una serie di ricette molto più controllate inviate presso le ASL. Non più una scorta che in realtà viene usata liberamente e poi "giustificata" a posteriori, ma un normalissimo uso ed un controllo a priori. Certo, sarebbe una ricetta "a tavolino", ma intanto lo è già, e almeno questa sarebbe controllabile realmente.
Che lo Stato semplifichi le norme, le renda facilmente interpretabili, non confusionarie, non pasticciate, ma poi eserciti la sua funzione di controllo non burocratico.
E che chi sbaglia paghi.
Dovremmo ripensare il farmaco veterinario, in modo serio, e tutti. Purtroppo siamo ancora impegnati in una confusionaria melina di centrocampo.
Per adesso, solo una brutta partita.
17 marzo 2009
Radio blog. Angelo Troi, Segretario Nazionale SIVeLP.
Non lo dico da oggi. Il SIVeLP era, è necessario. Non per fatto partigiano, ma per pura necessità. Mandare al "governo" della categoria persone che non hanno fatto palestra, esperienza, nelle segreterie provinciali, nelle piccole riunioni locali, che non si sono misurate con i piccoli concreti problemi, prima di cimentarsi con le cose grosse, è un disastro. Ce ne siamo accorti, ce ne accorgiamo in questi anni. Il SIVeLP, le sue segreterie provinciali, erano questo.
Ti occupavi dello zooprofilattico che non apriva il parcheggio, prima che pensare alle leggi sul farmaco. Ed era importante. Venivano selezionati i più impegnati e concreti, oddio, a volte no, ma comunque era una palestra importante.
Ora rimane solo più la cooptazione: "dai, vieni anche tu nel consiglio dell'Ordine". E con difficoltà, e poi il risultato è sempre mediocre.
Di questo e altro parleremo domani, mercoledì 18 marzo, con il Collega Angelo Troi, Segretario Nazionale del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti, uno dei volti nuovi della veterinaria, su radio blog, la radio web che affianca il blog.
L'intervista con Paolo Cova è andata bene, un centinaio di download, un inizio promettente. Perchè no, anche un modo nuovo che vorrei diventasse più comune, un appuntamento periodico.
Angelo Troi è promettente, e ormai anche qualcosa di più. Un inizio buttandosi nel mare grosso, ma sa muoversi, sa accumulare esperienza rapidamente, e penso che soprattutto sia aria nuova. ne abbiamo bisogno, sempre. Il cambiamento è essenziale, obbligatorio. Il SIVeLP è l'unica organizzazione veterinaria che ha attuato un vero e proprio rinnovamento dei propri dirigenti.
Intervenite!
Alle 9.30, potrete collegarvi cliccando qui, e magari intervenire in diretta, semplicemente telefonando ad un numero di milano (dovete prima registrare il numero, una cosa semplice), oppure in differita ascoltare o scaricare l'mp3 della trasmissione.
Oppure scrivetemi le vostre domande per Angelo Troi: scrivi!
Magari è un modo per iniziare ad andare in palestra....
Ti occupavi dello zooprofilattico che non apriva il parcheggio, prima che pensare alle leggi sul farmaco. Ed era importante. Venivano selezionati i più impegnati e concreti, oddio, a volte no, ma comunque era una palestra importante.
Ora rimane solo più la cooptazione: "dai, vieni anche tu nel consiglio dell'Ordine". E con difficoltà, e poi il risultato è sempre mediocre.
Di questo e altro parleremo domani, mercoledì 18 marzo, con il Collega Angelo Troi, Segretario Nazionale del Sindacato Italiano Veterinari Liberi Professionisti, uno dei volti nuovi della veterinaria, su radio blog, la radio web che affianca il blog.
L'intervista con Paolo Cova è andata bene, un centinaio di download, un inizio promettente. Perchè no, anche un modo nuovo che vorrei diventasse più comune, un appuntamento periodico.
Angelo Troi è promettente, e ormai anche qualcosa di più. Un inizio buttandosi nel mare grosso, ma sa muoversi, sa accumulare esperienza rapidamente, e penso che soprattutto sia aria nuova. ne abbiamo bisogno, sempre. Il cambiamento è essenziale, obbligatorio. Il SIVeLP è l'unica organizzazione veterinaria che ha attuato un vero e proprio rinnovamento dei propri dirigenti.
Intervenite!
Alle 9.30, potrete collegarvi cliccando qui, e magari intervenire in diretta, semplicemente telefonando ad un numero di milano (dovete prima registrare il numero, una cosa semplice), oppure in differita ascoltare o scaricare l'mp3 della trasmissione.
Oppure scrivetemi le vostre domande per Angelo Troi: scrivi!
Magari è un modo per iniziare ad andare in palestra....
10 marzo 2009
Paolo Cova. Una persona pulita. Candidato alle primarie per la Provincia di Milano.
Stimo molto Paolo Cova, Collega buiatra di Milano. Lo stimo per carattere, per la sua onestà, per la sua etica e dirittura, per la sua simpatia. Indissolubilmente, nel ricordo, lo unisco sempre ad Aldo "Gianni" Pola, altra figura di grande livello, di cui si sente la mancanza, nella discussione di categoria. Ricordo con piacere i nostri incontri al Sindacato.Paolo è un maratoneta. Non solo perché lo è davvero, ha corso la maratona di New York e molte altre, ma lo è nello spirito, è un diesel, una macchina che una volta lanciata non si ferma. Aldo Pola è più uno sprinter. Insieme, mi parevano una grande risorsa per la veterinaria milanese.
Di Paolo persino un mangiapreti come me apprezza la fede, quella buona, sana, che qualche volta invidi pure chi ce l'ha. Bravo Paolo e la sua bella famiglia, a cui tiene molto.
Tra l'altro apprezzo molto che si tengano le elezioni primarie, mi sembrano espressione della vera democrazia. Mi sembra quindi bello, direi doveroso, dare il massimo risalto alla candidatura di Paolo Cova alle primarie per la Provincia di Milano, primarie che si terranno questa domenica, 15 marzo.
Domani, mercoledì 10 marzo, alle ore 12,15, una bella chiaccherata con Paolo sulla radio del blog. Come fare a partecipare, ad ascoltare? Due modi: in diretta, cliccando qui e ascoltando in streaming audio. Con qualche piccola difficoltà (dovete registrare il vostro numero, una cosa di un attimo) potete anche intervenire in diretta. Oppure usando il player che trovate su questo blog nella colonna di destra, in basso.
Se non potete perchè siete impegnati a quell'ora, potete ascoltare e se volete scaricare in differita l'mp3 della trasmissione sempre usando lo stesso link.
Non perdete l'occasione per conoscere Paolo, ma sorattutto, se abitate in Provincia di Milano, non perdete l'occasione per votarlo alle primarie. Anche se la pensate diversamente da lui in politica, non fa niente: è la persona migliore con cui potersi confrontare. Veterinaria Libera apprezza anche chi la pensa diversamente. Contrariamente a molti che si occupano della cosa pubblica, soprattutto veterinaria...
A domani
9 marzo 2009
Blog professionali. Perchè no?
Per tutta la vita ho sentito, e sento ancora, i veterinari dire che "i clienti non capiscono l'importanza della loro prestazione". Questo a livello privato, professionale, mentre a livello pubblico la lamentela si converte in "l'opinione pubblica non comprende l'importanza della veterinaria", oppure "i politici decidono senza ascoltarci" o cose simili.
Qui mi occupo del versante privato, poi farò un altro post sulla parte "di categoria". Se fate una ricerca per blog veterinari su Google, trovate ben poco. Alcuni interessanti, e li segnalerò, ma molti altri giocati sul tono della comunicazione del "veterinario amico degli animali", "foto curiose" o giù di lì. Manca un'informazione fatta dai veterinari, di livello tecnico, che spieghi ai proprietari l'importanza della visita veterinaria. Sarebbe semplice, non costosa, facilmente praticabile, molto efficace.
Se sto zitto, non posso pretendere che gli altri mi capiscano. Nemmeno mi possono ascoltare, figuriamoci capirmi.
Eppure i veterinari continuano a non dire niente e a lamentarsi. Anche i siti veterinari (non i blog) sono fondamentalmente miseri. A livello mondiale le cose migliorano, anche se manca comunque un'informazione estesa.
Per intenderci, manca una cosa come equidblog, che fornisce informazioni di buon livello con un livello di comunicazione discreto, che dà consigli sensati e corretti.
Anche nelle altre professioni non è che ci sia molto di più, ma qualcosa si vede. Pure i commercialisti o gli avvocati hanno qualche blog professionale, che fornisce informazioni, talvolta di discreto livello. Qualcuno a me fa sorridere, ma è comunque espressione di un certo impegno e dedizione.
La veterinaria ha una particolare scarsità. Perché? Quali i motivi? Alcuni sono sensati, altri ci indicano una disfunzione. Qualcuno ha un risvolto personale:
- non ne ho voglia. In fondo comprensibile, no? Lavoro tutto il giorno, anche nel tempo libero devo pensare al lavoro?
- non ne ho tempo. In realtà si spreca molto tempo in cose non utili. Un'informazione di questo genere avrebbe invece una forte utilità ai fini della professione, perché no, del reddito.
- eh si, io gli dò il consiglio gratis e così perdo una visita. Questa una stupidaggine, in realtà. Il cliente meno informato è proprio quello meno attivo, che ricorre all'aiuto professionale solo quando è nelle grane fino al collo. Non ha saputo conoscere i sintomi di malattia, ha lasciato aggravare la situazione, pensava che il cavallo si rotolasse dalla contentezza ed invece era una colica. Informarlo significa sensibilizzarlo.
- con il consiglio a distanza si corre il rischio di sottovalutare una situazione e farla aggravare. Meglio vedere il caso. E' vero, il consiglio a distanza richiede più attenzione, sensibilità e competenza. Ma questo viene percepito dal proprietario, garantito. Se date un giusto consiglio, in più, viene percepita la vostra eticità. L'animale prima di ogni altra cosa.
Altri motivi sono più generali, fanno parte della percezione del proprio ruolo. Nel caso dell'Italia secondo me abbiamo anche una colpa storica degli Ordini professionali, che hanno avversato la "pubblicità", includendoci anche Internet, e vedendola come disdicevole o non decorosa.
Esiste una ritrosia ad "esporsi", mentre in realtà è proprio quello che un'impresa, un'attività economica deve fare: esporsi, spiegare il proprio ruolo, proporlo con criteri di corretta ed aperta competizione.
Il blog professionale potrebbe essere un'ottima occasione per la categoria veterinaria. Stimolerebbe l'attenzione sui temi animali e della cura, farebbe crescere la consapevolezza de proprietari.
Pensateci su. Alcuni consigli:
- usate il blog. E' la modalità migliore, più semplice, aggiornabile, moderna, interattiva, economica.
- prestate attenzione alla comunicazione. Scrivete in modo semplice, non rifugiandovi nei paroloni o nei termini tecnici. Siate diretti, concreti, non fumosi.
- consultate un esperto di grafica
- se potete, effettuate un lavoro di gruppo. Io penso (e francamente, sto già iniziando a ragionarci) ad un blog dove scrivono una decina di veterinari, esponendo i casi e facendo divulgazione.
Non è così difficile. Basta provarci. Iniziate a pensarci su.
Qui mi occupo del versante privato, poi farò un altro post sulla parte "di categoria". Se fate una ricerca per blog veterinari su Google, trovate ben poco. Alcuni interessanti, e li segnalerò, ma molti altri giocati sul tono della comunicazione del "veterinario amico degli animali", "foto curiose" o giù di lì. Manca un'informazione fatta dai veterinari, di livello tecnico, che spieghi ai proprietari l'importanza della visita veterinaria. Sarebbe semplice, non costosa, facilmente praticabile, molto efficace.
Se sto zitto, non posso pretendere che gli altri mi capiscano. Nemmeno mi possono ascoltare, figuriamoci capirmi.
Eppure i veterinari continuano a non dire niente e a lamentarsi. Anche i siti veterinari (non i blog) sono fondamentalmente miseri. A livello mondiale le cose migliorano, anche se manca comunque un'informazione estesa.
Per intenderci, manca una cosa come equidblog, che fornisce informazioni di buon livello con un livello di comunicazione discreto, che dà consigli sensati e corretti.
Anche nelle altre professioni non è che ci sia molto di più, ma qualcosa si vede. Pure i commercialisti o gli avvocati hanno qualche blog professionale, che fornisce informazioni, talvolta di discreto livello. Qualcuno a me fa sorridere, ma è comunque espressione di un certo impegno e dedizione.
La veterinaria ha una particolare scarsità. Perché? Quali i motivi? Alcuni sono sensati, altri ci indicano una disfunzione. Qualcuno ha un risvolto personale:
- non ne ho voglia. In fondo comprensibile, no? Lavoro tutto il giorno, anche nel tempo libero devo pensare al lavoro?
- non ne ho tempo. In realtà si spreca molto tempo in cose non utili. Un'informazione di questo genere avrebbe invece una forte utilità ai fini della professione, perché no, del reddito.
- eh si, io gli dò il consiglio gratis e così perdo una visita. Questa una stupidaggine, in realtà. Il cliente meno informato è proprio quello meno attivo, che ricorre all'aiuto professionale solo quando è nelle grane fino al collo. Non ha saputo conoscere i sintomi di malattia, ha lasciato aggravare la situazione, pensava che il cavallo si rotolasse dalla contentezza ed invece era una colica. Informarlo significa sensibilizzarlo.
- con il consiglio a distanza si corre il rischio di sottovalutare una situazione e farla aggravare. Meglio vedere il caso. E' vero, il consiglio a distanza richiede più attenzione, sensibilità e competenza. Ma questo viene percepito dal proprietario, garantito. Se date un giusto consiglio, in più, viene percepita la vostra eticità. L'animale prima di ogni altra cosa.
Altri motivi sono più generali, fanno parte della percezione del proprio ruolo. Nel caso dell'Italia secondo me abbiamo anche una colpa storica degli Ordini professionali, che hanno avversato la "pubblicità", includendoci anche Internet, e vedendola come disdicevole o non decorosa.
Esiste una ritrosia ad "esporsi", mentre in realtà è proprio quello che un'impresa, un'attività economica deve fare: esporsi, spiegare il proprio ruolo, proporlo con criteri di corretta ed aperta competizione.
Il blog professionale potrebbe essere un'ottima occasione per la categoria veterinaria. Stimolerebbe l'attenzione sui temi animali e della cura, farebbe crescere la consapevolezza de proprietari.
Pensateci su. Alcuni consigli:
- usate il blog. E' la modalità migliore, più semplice, aggiornabile, moderna, interattiva, economica.
- prestate attenzione alla comunicazione. Scrivete in modo semplice, non rifugiandovi nei paroloni o nei termini tecnici. Siate diretti, concreti, non fumosi.
- consultate un esperto di grafica
- se potete, effettuate un lavoro di gruppo. Io penso (e francamente, sto già iniziando a ragionarci) ad un blog dove scrivono una decina di veterinari, esponendo i casi e facendo divulgazione.
Non è così difficile. Basta provarci. Iniziate a pensarci su.
5 marzo 2009
Italia Oggi: minimum tax per professionisti.
E' un nervo scoperto, come il ricordo del peggior momento della fiscalità in Italia. Ieri ItaliaOggi pubblicava un articolo sulla "minimum tax per i professionisti". Poi, a leggere l'articolo, le cose migliorano, ma a me stupisce comunque.Siamo in momenti particolarmente difficili. Le spese non decisive vengono rinviate, chiunque capisce che per molti settori professionali è logico attendersi una diminuzione di ricavi. Nessuno oserebbe scrivere, pensare un concetto simile alla minimum tax per altre categorie, ma per i professionisti questo ed altro.
Ripeto, l'articolo in questione si rifà alla circolare 1/2008 della Guardia di finanza, che comprende pensieri in buona misura accettabili e condivisibili.
Ma non fa niente. E' il concetto che continua a circolare, quello per cui un professionista deve guadagnare più di uno stipendiato. Per forza. Eppure esistono molti professionisti, di professioni "minori" (non siamo tutti notai o farmacisti), che guadagnano poco, in proporzione meno di uno stipendiato. Esistono giovani pagati a livelli scandalosi, da veri schiavi moderni, ci sono molti laureati professionisti che fanno fatica a pagare il saldo dell'IVA o ad aggiornare le loro attrezzature. Da una parte le tariffe diminuiscono: è una realtà che nel corso degli ultimi dieci anno le prestazioni professionali sono diminuite, come costo. Dall'altra le spese aumentano, aumentano i contributi previdenziali, le imposte, le spese.
Eppure questi concetti non trovano voce. Nessuno rappresenta queste posizioni. E' incredibile. Se controllate i siti delle diverse categorie, in fondo sembra che non stia capitando niente. Ma non è così. Certi concetti sono poi brutali, come che siano indice di reddito professionale le spese sostenute per assicurazioni professionali, che sono invece un elemento insostituibile della professione. Molte riforme indicano come obbligatorie (giustamente) le assicurazioni professionali. Da una parte ti obbligo ad assicurarti, dall'altra ti dico "allora vuol dire che guadagni di più, se sei assicurato".
Il problema non è che la Guardia di finanza affermi certi concetti, è invece che nessuno dall'altra parte argomenti in proposito. Quando manca un contraddittorio istituzionale, allora la situazione è preoccupante. E questo è quello che accade.
Non parliamo poi della FNOVI. Non un accenno alla crisi. Solo affermazioni di potenza sinceramente preoccupanti: "senza di noi si ferma il mondo". Dopo questo non ci resta che affermare di essere Napoleone. In piemontese, si dice "pisa pì curt".
Vaglielo a spiegare tu ai finanzieri, che il mondo lo mandi avanti per 1400 euro al mese.
1 marzo 2009
Nasce la radio del blog. Perché no?
Perché non usare il mezzo della radio, potenziato dal web, per la veterinaria italiana? In generale, per questo blog, per i suoi argomenti. Interviste, commenti, resoconti. Vedremo i contenuti. Per ora, nasce la radio, che potrete ascoltare in diretta, sia con il player nella colonna di destra, sia collegandovi alla pagina web della radio.Durante le dirette, potrete anche intervenire, come nelle classiche trasmissioni, telefonando in diretta. Non ci facciamo mancare nulla, insomma.
Tra i primi appuntamenti, mercoledì 18 marzo 2008, alle 9.30, intervista con il Segretario Nazionale del SIVeLP, Angelo Troi. I programmi, i servizi agli iscritti, la veterinaria. Non mancate!
Ah, dimenticavo. Ovviamente, se non potete collegarvi direttamente, potrete poi scaricare il podcast della radio in formato mp3. Avete contenuti da propormi? Scrivetemi!
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